Studio di Psicologo a Bari - Dott.ssa Francesca Lafasciano Psicologa a Bari, esperta in PNL

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Qualche notizia sulla PNLt. – Nasce come metodologia di ricerca tesa a superare i confini di un’unica scuola e di un’unica prospettiva, caratterizzandosi per una apertura verso teorie e tecniche diverse; in particolare verso quelle della Gestalt-terapia, della terapia sistemica, della terapia cognitivo-comportamentale, della terapia strategica Ericksoniana, della scuola di Palo Alto californiana e del sistema mente-corpo.
Tale integrazione, spinta dal desiderio di guardare oltre i confini delle diverse correnti di pensiero psicoterapeutico, mira a costruire una teoria del Campo Unificato (R. DILTS) che permetta di capire e di impostare, attraverso un rapporto empatico positivo, il cambiamento per raggiungere uno stato di benessere del paziente, coinvolgendo comportamenti ed emozioni.
Il valore aggiunto è dato da numerosissime tecniche e strategie, applicate con successo da tutti quei terapeuti che le utilizzano da oltre vent’anni, bagaglio indispensabile  che dovrebbero essere nel “Yes-set” di ogni Medico e Psicoterapeuta.
La PNLt. entra così a far parte, con forza e dignità, del mondo delle Psicoterapie “brevi” DOC, quelle che rappresentano un potente strumento di trasformazione e risoluzione funzionale del disagio psichico.

Sul piano culturale il Modello della Programmazione Neuro Linguistica Terapeutica, denominata PNLt, si collega alla ricerca sui momenti unificanti del sapere psicoterapeutico. Assumendo come base i costrutti della Gestalt Terapia (Perls), della Terapia Sistemico-comportamentale (Satir), della Terapia strategica (Erickson, Haley, Watzlawick et al.), dell’Analisi Transazionale (Berne) e del sistema mente-corpo (E.Rossi, Feldenkrais, et al.), il Modello PNLt persegue:

– l’integrazione teorica;
– la ricerca di fattori comuni;
– la terapia multimodale.

Muovendo dal criterio che la teoria, la ricerca  e la pratica in psicoterapia siano aspetti inseparabili di un unico processo, il Modello PNLt prevede che la formazione di psicoterapeuti sia caratterizzata dalla plasticità nella individuazione dei campi applicativi entro i quali le conoscenze psicoterapeutiche possano esplicitarsi ed evolversi.
L’obiettivo è quello di una migliore coniugazione dell’esperienza psicoterapeutica con quella di ricerca, a vantaggio di una pratica clinica che, attraverso dati provenienti dalla ricerca empirica, possa acquisire informazioni per una migliore comprensione e risoluzione del disagio psicologico.

La PNLt rappresenta quindi un aspetto dell’integrazione psicoterapeutico che si è venuta concretizzando verso l’inizio degli anni ’70 ad opera di Richard Bandler e John Grinder, in seguito all’esigenza di coordinare i diversi approcci costituiscano ognuno un sistema chiuso che ne escluda altri possibili. Tale integrazione, spinta dal desiderio di guardare oltre i confini delle diverse correnti di pensiero psicoterpeutico, persegue anche il fine di individuare, attraverso il loro confronto, alcuni degli elementi fondanti della psicoterapia. Vale a dire cosa distingua l’atto terapeutico dagli altri tipi di atti terapeutici, tra i quali ad esempio quello medico.

I riferimenti psicoterapeutici di cui sopra sono in linea con le istanze del dettato legislativo riguardo la lettura dell’art. 3 della legge 56/89 ad opera della Commissione Ministeriale Ruberto Bertini, nella quale si afferma che: “potranno essere riconosciute dallo Stato soltanto quelle Scuole di Specializzazione che assicurino ai propri allievi l’apprendimento di una ampia parte di psicologia generale, di psicologia dello sviluppo, di psicopatologia e diagnostica clinica, nonchè la presentazione e la discussione critica dei principali indirizzi psicoterapeutici.”

Il modello PNLt ha 3 elementi caratterizzanti:

la definizione di obiettivi comportamentali desiderabili ai quali orientare la trasformazione dei comportamenti anomali o disadattivi, verso risultati di “eccellenza possibile”;
il modellamento del comportamento del paziente, volto a esplicitare e rendere consci i meccanismi automatici soggiacenti, sia interpersonali che intrapersonali, in inscindibile relazione col percorso terapeutico di “soluzione del problema”;
l’individuazione dei pattern della comunicazione verbale e non verbale che definiscono (ed influenzano) la “mappa del mondo” del paziente, e dei processi neurali che li traducono in comportamenti ed emozioni. Questa conoscenza può essere un potente strumento terapeutico e produrre una “trasformazione” della mappa rappresentazionale stessa,e quindi una risoluzione funzionale o adattiva del disagio psichico.

La PNLt, nata con l’intento di comprendere e utilizzare risorse provenienti da vari modelli, si sviluppo attraverso lo studio e la selezione critica di tali modelli e risorse, pervenendo così ad un sistema psicoterapeutico che, oltre a porre l’essere umano al centro di un sistema omeostatico, connette gli elementi di tipo emotivo, cognitivo, comportamentale e biologico.

Da cui discende che:

a) Elementi cognitivi, affettivi, comportamentali e di natura biologica costituiscono per ogni essere umano livello diversi di uno stesso sistema;
b) il cambiamento richiesto di uno dei livelli implica cambiamenti negli altri elementi del sistema;c)detto sistema omeostatico corrisponde a quello tradizionalmente considerato come psico – biologico.

Emerge così l’importanza della relazione terapeutica, ovvero della qualità di ciò che accade tra paziente e terapeuta ai vari livelli emotivo, cognitivo, comportamentale, che è conditio sine qua non del verificarsi del cambiamento auspicabile.

Si sottolinea come il processo psicoterapeutico possa intendersi, fin dal primo momento, anche come processo diagnostico, in quanto intervento strutturale su un “problema” visto come una caratteristica “disfuzionale” del paziente. Tale processo:

a) permette al paziente di impegnarsi in nuove esperienze;
b) permette al paziente l’acquisizione di nuovi e quindi la formazione di “neo-strutture cognitivo-coportamentali” quali esperienze emozionali correttive.