la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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W.Nelles: costellazioni per l’ integrazione del se’ e le fasi della vita

staff ikos e nelles

lo staff IKOS e W. Nelles

  “Accettare la vita così come è”

  Inizia cosi il seminario condotto da Wilfried Nelles, terapeuta sistemico e consulente della coppia e aziendale,    psicologo, che ha lavorato per oltre dieci anni nella ricerca prima di specializzarsi in psicoterapia e che dal 1996   applica il modello di Bert Hellinger per le costellazioni sistemiche familiari.

Inizia il suo seminario, presso la IKOS AgeForm di Bari. Un viso sereno, con un sorriso dalle mille sfumature.

Ci parla del suo lavoro che ha chiamo “self integration process” attraverso il quale le persone riprendono piena consapevolezza di se stessi e del punto al quale la loro crescita è arrivato e dove si è fermata, da un punto di vista emotivo.

Il lavoro terapeutico consiste nel mettere 7 passi attraverso 7 numeri sul pavimento. Si farà accomodare la persona sul numero solitamente 4, che corrisponde all’età adulta. Sui primi 3 numeri chiama tre rappresentanti della persona a sentire … percepire cosa accade.

La posizione dei numeri per il lavoro di integrazione del sè

Il primo gradino, il numero 1 è il gradino della incoscienza. corrisponde ai 9 mesi nel grembo materno. Uno stadio completamente diverso da tutti gli altri. Non abbiamo alcuna consapevolezza del nostro sè perchè siamo parte di nostra madre sia emotivamente che fisicamente. Non sappiamo nè di Noi e nè tantomeno di Lei e se alla madre dovesse accadere qualcosa accadrà anche al bambino che porta in grembo. Ogni cosa che influenza la madre, influenzerà anche il bambino che lei porta. E’ quella fase in cui non dobbiamo fare nulla per conto nostro perché c’è qualcuno che lo farà per noi. E questo si rifletterà sulla nostra coscienza in un modo che chiameremo ‘unità non cosciente’. Il bambino si relaziona al suo ambiente attraverso la sintonia con la madre e questo accade automaticamente. da un punto di vista psicologico è importante capire che è da questa esperienza che noi impariamo il senso di UNITA’…da questa unione simbiotica.

LA FRASE è : IO DIPENDO

2. Al momento della nascita l’unità cessa per diventare 2. Nostra madre inizia ad esistere. Prima Ella era un terreno per crescere, ma ora, affinché lei esista, dovremo separarcene e questo lo faremo per noi e per lei. E’ questo il motivo per cui, nelle costellazioni sistemiche familiari, il focus è sulla madre. Con la presenza del Legame, prende senso il concetto di SEPARAZIONE, condizione preliminare per vivere…e se non saremo pronti, moriremo. La vita da questo momento in poi sarà una continua spirale di SEPARAZIONE – RICOLLEGAMENTO. Alla nascita tutto cambia: prima tutto avveniva per conto proprio ma dopo non siamo in grado di fare da soli…ma allo stesso tempo non verrà da sé…quindi dovremo trovare un nuovo modo per chiedere ciò che prima ci veniva fornito gratuitamente ed ecco arrivare le funzioni fisiologiche e comunicative del pianto, unico metodo per esprimere un bisogno che va riconosciuto come simbolo di qualcosa per essere utilizzato.

Inizia così a prendere vita il terreno familiare che sarà considerato un secondo grembo materno…inzia anche la fase in cui si sviluppa la coscienza di gruppo perché entrano in due nella vita e appartengono ad un gruppo più grande. questa ora diventa la condizione di vita basilare.

Mentre il primo momento è dato da una azione di contenimento, sostegno, nutrimento grazie alla madre, il 2° è dato da una azione di spinta e di contenimento. Il bambino viene spinto fuori dalla madre fisicamente ma lei continuerà a mantenere una funzione di contenimento emotivo perché non siamo ancora pronti e autonomi per vivere le emozioni e classificarle ed il genitore viene usato come indicatore, una sorta di termometro. E’ in questa fase che il bambino diventa esperto di tutta la comunicazione verbale ma soprattutto non verbale sulla base della quale si regolerà. Per questo da questo momento in poi la famiglia diventerà un grembo psicologico…ed arriva poi il momento di lasciare anche questo grembo.

LA FRASE è: IO APPARTENGO ALLA FAMIGLIA

3. La PUBERTA’.

Arriva la fase della pubertà. Il ragazzo inizia a sentire l’esigenza di essere libero. Continua a rivolgersi ai genitori se non sa cosa fare per essere guidato ma poi sente l’irrefrenabile desiderio di eliminarli dalla propria strada per seguire la propria direzione. Inizia una altalena tra il con e il contro…e quando il contro e la fuga diventano insistenti il ragazzo sta diventando pronto per arrivare a sé stesso. L’adolescente ha dentro di sé ancora una grande scissione: vuole svilupparsi ma dipende ancora dai genitori. In questa fase ha bisogno ancora della accettazione del padre perchè vive il conflitto tra ciò che desidera per sè e ciò che il padre desidera per lui. In questa fase è come se si trovasse ad una fase percepita come dentro/fuori come accade nella nascita. Il padre assume in questa fase un importanza notevole.

LA FRASE è: IO SONO A META’ TRA I DUE PRECEDENTI

4. ADULTO

Questa è la fase nella quale io acconsento ad essere come sono. Il primo gradino del diventare adulti è lasciare la famiglia dietro di me e per farlo davvero devo accettare i miei genitori esattamente come sono. Per l’adolescente questo era ancora molto difficile da fare perché ha dentro di sé la scissione di cui sopra. Lo stadio dell’adulto presuppone lo stato: IO SONO DA SOLO. HO LASCIATO LA MIA FAMIGLIA E PSICOLOGICAMENTE HO LASCIATO MIA MADRE.

RIFLESSIONI: nelle società arcaiche non esisteva lo stadio della giovinezza. C’erano dei brevi rituali che lo iniziavano all’età adulta ma in quei tempi era chiaro cosa comportasse il ruolo dell’adulto. in questa fase ci si confronta con la domanda  “CHI SONO IO”.  Fino a poco tempo fa il ragazzo andava dai genitori a chiedere delle spiegazioni. Adesso se le procura da solo. Nelle costellazioni familiari, ad esempio, le persone fanno esperienze di muoversi senza sapere dove stanno andando e questo è possibile solo per le persone davvero adulte che non chiede consigli e che viene GUIDATO DALLA VITA STESSA.

LA FRASE è: SONO SOLO. SONO NATO PSICOLOGICAMENTE.

5. ANZIANO.

Arriva ora lo stadio dell’anzianità. Per le donne è segnato dalla conclusione della fertilità biologica ed è questo il momento in cui si sente vivo il desiderio di muoversi verso un fare spirituale. L’età è dai 50’anni in poi.

6.PENSIONE. inizia l’avvio verso la conclusione della vita ed in questa fase iniziamo ad intravedere la conclusione del cerchio che compone la vita.

7. LA MORTE uno spazio che nessuno conosce, la condizione che in un cammino spirituale viene definita di illuminazione.

 

 

 

 

 

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