la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

Opening Hours : Lun-Ven / 14,30-19,30 (su appuntamento)
  Contact : 349 64 48 816

Terapia di guarigione: maschere e meditazione

maschereIl post che segue l’ho letto attraverso il profilo di Kanti Swami. Posta delle cose bellissime ed ho iniziato a seguirlo.
E’ da leggere con attenzione,
per fare una riflessione,
procedendo all’ accettazione
e diventando azione…
con la premessa che “La Verità libera ed emergendo fa male… fa male all’ego.Segui la traccia della sofferenza dentro di te e sii libero.”
✫(◠‿◠)✫
….__/\__.. 
TERAPIA di GUARIGIONE attraverso l’Indagine Interiore. “Il sintomo ce l’hai per farti da specchio…
Il personaggio mantiene la patologia: se si cambia il personaggio cambia la patologia…
La ricerca della causa sul piano sottile, parte dall’analisi della descrizione del sintomo che è sempre associato al linguaggio inconscio che si esprime per metafore.” 
( La Terapia Verbale d.ssa Gabriella Mereu )Prima di addentrarci nella tecnica è interessante comprendere il significato più profondo di maschera e personaggio.Nel teatro greco le maschere avevano la doppia funzione di caratterizzare il personaggio e di fungere da cassa di risonanza sonora per amplificare la voce e rendere più udibili i dialoghi…non esistevano ancora microfoni e altoparlanti!

Con la prima funzione, colui che indossa la maschera perde la propria identità per assumere quella che la rappresenta nella commedia.

La parola “persona”, discende dal greco “per sonar”, ad indicare appunto l’utilizzo della maschera attraverso la quale (per), si ha il suono (sonar) della voce… l’espressione che caratterizza la maschera.
I personaggi servono all’Essenza Divina per comunicare nello spazio-tempo e per giocare al gioco della vita.
Ma quando ci si perde in essi, l’attore diventa il personaggio stesso e inconsciamente farà “il verso” della maschera in cui si è identificato, attraverso i sintomi di un disagio.
Quando poi due personaggi, che inconsciamente si indossano, entrano in conflitto tra loro….
per esempio: un individuo può essere identificato sia nella maschera dell’hippy che in quella del “perfettino”… seguirà quindi un inevitabile conflitto interiore.Questa potente sequenza di domande di indagine interiore, serve ad individuare
una maschera, ovvero il personaggio in cui ci si è identificati, avviando così il processo di guarigione .
Possono essere poste da soli oppure da un’altra persona con cui si è in confidenza.Ogni malessere nasce dal conflitto tra l’Essenza più intima ( o Sè superiore… come lo si vuol chiamare) ed una nostra maschera-personaggio in cui ci siamo inconsciamente identificati.Andremo a osservare tutto il gioco:
– il conflitto che a volte una maschera ci ha lasciato…. ed ancora presente…
– il conflitto presente tra due maschere che hanno desideri contrapposti…
per esempio: la maschera del monaco e quella dell’amante possono dare un insanabile conflitto interiore che si risolve solo con la dis-identificazione dai personaggi.

Nel momento che “si sgancia” l’identificazione, osservando pienamente, non necessita di fare più niente in quanto è l’identificazione che da energia alla maschera, e una volta che la maschera è priva di energia, scompare e con essa ogni disturbo dell’anima ad essa collegato.

Ricordarsi di prevedere del tempo al termine dell’introspezione per il conseguente relax.

Se funziona o meno lo puoi vedere solo dalla tua esperienza: PROVA !!

———

Trova un posto dove non sarai disturbato. Mettiti in una posizione comoda e rilassa tutto il tuo corpo esplorandolo dalla punta dei piedi alla cima della testa. Il corpo si rilassa mettendo consapevolezza in ogni suo punto.
Puoi utilizzare della musica, un metodo di meditazione che preferisci… qualsiasi cosa che ti permetta di rilassarti.

Quando ti senti pronto, inizia a porti le seguenti domande di ricerca interiore partendo da un dis-agio.

-QUANDO?
Occorre mettere nel mondo fisico ciò che di cui si tratta.
Con “QUANDO?” si pone la cosa in un tempo ed uno spazio.
Il momento migliore da osservare può essere la prima volta che ci si ricorda quando è successo il disagio … la prima volta che si è manifestato …che sia sul piano fisico, mentale o spirituale. Oppure il momento che ha causato tutta la “storia”.
**Non importa cercare di scavare se quel QUANDO era veramente il primo… la mente funziona sul piano temporale ma l’essenza no!
Quindi, semplicemente, poniamo la domanda ed otteniamo subito la risposta che prendiamo come riferimento per il proseguimento con la sequenza delle domande di indagine.
Ma NON è un QUANDO solo sul piano dei ricordi… ci si deve calare effettivamente al momento… e questo per tutto il processo di ricerca.
Ricorda che il QUANDO è sempre PRESENTE.

-CHI?
Con questa domanda si definisce la maschera. Il personaggio attivo in quel “quando” .

– COSA FA QUEL CHI?
Con questa domanda si mette a fuoco la maschera-personaggio (CHI): cosa fa anche adesso e quello che faceva in quel quando… rendendosi conto che agisce nello stesso modo, più o meno inconsciamente , anche nel presente.

– COSA FACEVI TU?
Con questa domanda si mette a fuoco ciò che la nostra essenza faceva … * o meglio: qual’era-qual’è, il suo anelito…*
e quindi come entra in conflitto con la maschera.
Anche questo va visto a 360 gradi notando che il conflitto è presente ORA come allora ed è derivante dal non vedere o non accettare la maschera così com’è.
……..
Occorre ripetere la sequenza sinché si osserva bene il gioco della maschera e delle maschere coinvolte spesso in conflitto tra loro.

Le domande qui sopra, sono solo una traccia di aiuto. Se il Testimone è “maturo”, grazie anche alle tecniche di meditazione, basta mettere il faro della consapevolezza testimoniante dove si prova disagio e, illuminando dove ci si è identificati… ecco che accade il più bel miracolo: scompare l’identificazione e tutti i conflitti ad essa associati… spesso sostituiti da una bella RISATA liberatoria. Quanto siamo stati stupidi nel tenere addosso tutta quella sofferenza… ora semplicemente sparita come nebbia al sole!

Ricordiamoci sempre che la terapia è necessaria, ma è importante comprendere che NON è fine a se stessa, serve per preparare il “terreno” alla Meditazione ovvero al ritorno della Consapevolezza di essere attori nella commedia della vita, dis-identificati dai personaggi che si interpretano… per gioco !!

-Osho –
One Comment
  1. this domain

    I’ll immediately take hold of your rss feed as I can not find your email subscription link or e-newsletter service.
    Do you have any? Kindly let me recognize so that I could subscribe.
    Thanks.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *