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Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Ipnosi e la sua legislazione

ipnosi_01Ho trovato questo articolo che tratta l’aspetto legislativo dell’ipnosi. Potrebbe essere utile per comprendere i limiti e l’espansione giuridica che ha a che fare con tale settore.

FINALMENTE LA LEGGE RESTITUISCE L’IPNOSI AGLI IPNOTISTI

Il 2004 e’ l’anno di una vera e propria rivoluzione legislativa mondiale a favore dell’ipnosi (e soprattutto a favore del consumatore, che per l’ipnosi ha diritto sia di usufruire di ipnotisti esperti,

sia di fuggire da professionisti che sanno poco o niente di ipnosi e che tuttavia vengono protetti dalle lobby). 

A parte il fatto che gia’ oggi negli Stati Uniti molti ipnotisti non medici fanno ipnoterapia negli ospedali pubblici (la professione INDIPENDENTE di ipnoterapista esiste ed e’ riconosciuta in USA fin dal 1979 ed e’ molto evoluta, per cui in Italia siamo indietro di quasi 30 anni!), c’e’ da dire che anche in Europa abbiamo diversi esempi di liberta’ e progresso: infatti in Francia e in Inghilterra, chiunque puo’ esercitare liberamente non solo l’ipnoterapia, ma anche la psicoterapia privata.
Ma veniamo alle notizie piu’ importanti: devi sapere che il 2004 e’ l’anno in cui l’ipnosi mondiale viene restituita agli ipnotisti. Cominciamo dagli Stati Uniti. L’American Medical Association, ovvero l’Ordine dei Medici americani, ha deciso che, a cominciare dall’1 gennaio 2004, anche gli ipnotisti non terapeuti (non-licensed) possono operare nella Sanita’ (proprio a tale scopo l’AMA ha introdotto una nuova terminologia dei codici di procedura CPT – Current Procedural Terminology).
E ora passiamo all’Unione Europea. Come ho detto, fortunatamente nell’Unione Europea ci sono paesi che per l’ipnosi sono ben piu’ progrediti dell’Italia. Ebbene, la direttiva europea COM(2002)119, relativa al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra i paesi membri, e’ stata finalmente APPROVATA l’11 febbraio 2004. Quindi oramai anche l’Italia dovrebbe riconoscere le attivita’ professionali esistenti all’estero, come l’ipnoterapia. A meta’ giugno 2004 ho chiesto una consulenza legale sul sito dell’unione europea (http://europa.eu.int/), rintracciabile nella sezione per i diritti dei cittadini (Europe Direct, servizio di orientamento per i cittadini), ed ecco la parte saliente della risposta testuale (ricevuta via email in data 21 giugno 2004): “se la professione di cui si tratta non e’ regolamentata nello Stato di accoglienza, allora non e’ necessario richiedere il riconoscimento delle qualifiche; e’ possibile cominciare a svolgere tale professione in questo Stato alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini nazionali e con gli stessi diritti e gli stessi obblighi”.

In data 5 gennaio 2005 ho consultato nuovamente l’ufficio legale europeo, facendo presente che io posseggo un accreditamento NAZIONALE inglese in ipnositerapia professionale, e ho piu’ di due anni di esperienza clinica pratica. Ecco la risposta che ho ricevuto, che mi pare chiarissima: “la professione di ipnoterapista non e’ regolamentata in Italia, ovvero per esercitarla non e’ richiesto il conseguimento di un diploma particolare ne’ e’ obbligatorio far parte di un ordine professionale.
Di conseguenza lei potra’ esercitare la sua professione IMMEDIATAMENTE, senza richiedere il riconoscimento del suo diploma e esperienza professionale”. Dato che i governi e le leggi cambiano, ho richiesto nuovamente un parere agli esperti giuridici del servizio europeo di orientamento del cittadino, e la risposta (ricevuta in data 25 aprile 2006) e’ stata la seguente: “il principio di base dell’Unione europea stabilisce che chi e’ qualificato ad esercitare una professione nel paese di provenienza (nel suo caso Gran Bretagna) puo’ esercitarla in qualsiasi altro paese dell’Unione (ad esempio in Italia). Per quelle attivita’ esercitabili solamente dai titolari di diplomi, titoli, certificati o qualifiche particolari definiti dal paese ospitante (denominate professioni regolamentate) e’ stata prevista a livello europeo una regolamentazione (mediante un ‘Sistema Generale’ di riconoscimento istituito con la Direttiva 89/48/CEE) volta ad agevolare il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali: in tal modo i cittadini vengono autorizzati allo svolgimento di una professione specifica nel paese ospitante (in questo caso Italia).
Qualora invece la professione in questione non sia regolamentata nello Stato membro ospitante, non e’ necessario richiedere il riconoscimento delle qualifiche professionali: in questo caso e’ possibile iniziare ad esercitare la professione nello Stato membro ospitante alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini dello stesso; in alcuni casi dovra’ tuttavia essere presentato un certificato che attesti l’esercizio della professione per almeno due anni nel corso degli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda la professione di ipnoterapista in Italia, essa non risulta essere regolamentata”.

LEGISLAZIONE IN MERITO ALL’IPNOSI

Pubblichiamo qui quanto scritto da AERF – Ipnosi Costruttivista: Legislazione in merito all’ipnosi a cura di Antonello Musso. Segnalo anche il Link su Facebook

Legislazione in merito all’ipnosi a cura di Antonello Musso

 Tuesday, March 9, 2010 at 2:39am

Finalmente anche in Italia si puo’ avviare una promettente carriera professionale autonoma in ipnotismo professionale, lavorando come ipnologo (hypnotherapist).
Il momento storico e’ particolarmente favorevole, in quanto non solo l’ipnosi e’ sempre piu’ riconosciuta come un aiuto molto benefico per la vita moderna, ma anche le leggi stanno diventando sempre piu’ permissive verso l’ipnosi professionale indipendente.
Quella dell’ipnologo (hypnotherapist) e’ la figura professionale emergente del XXI secolo. Come professione e’ nata da poco, ma e’ in forte espansione, e permette di lavorare con grande successo e poca concorrenza in Italia, in quanto gli ipnotisti italiani sono in media impreparati, e non possono competere con un vero professionista dell’ipnosi. Questo corso di formazione professionale e’ aperto a tutti, e consente di esercitare legalmente la professione di hypnotherapist (ipnologo) in tutta l’Unione Europea (UE), inclusa ovviamente l’Italia.

CODICE PENALE
Sul codice penale italiano sono presenti due articoli che citano l’ipnosi a “sproposito”, in quanto non e’ possibile commettere tali reati con l’ipnosi:

L’Art. 613* parla del reato di incapacita’ indotta tramite violenza. Oggi sappiamo che l’ipnosi e’ del tutto innocua, e con l’ipnosi non e’ possibile sopprimere la coscienza o la volonta’, e non e’ neppure possibile rendere incapace una persona (anzi, se mai e’ il contrario).

L’Art. 728** parla del reato legato ai trattamenti idonei a sopprimere la coscienza o la volonta’,

L’IPNOSI NEL CODICE PENALE ITALIANO

Nell’Art. 613*(stato di incapacita’ procurato mediante violenza), il testo dice: “chiunque, mediante suggestione ipnotica o in veglia o mediante somministrazione di sostanze alcooliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo, pone una persona, senza il consenso di lei, in stato d’incapacita’ d’intendere o di volere, e’ punito con la reclusione fino a un anno […]. La pena e’ della reclusione fino a cinque anni: 1) se il colpevole ha agito col fine di far commettere un reato; 2) se la persona resa incapace commette, in tale stato, un fatto preveduto dalla legge come delitto”.
Come sappiamo dalla letteratura scientifica, anche l’art. 613 e’ inapplicabile all’ipnosi, in quanto con l’ipnosi non e’ possibile realizzare l’incapacita’ di intendere e di volere e non e’ neppure possibile far commettere un reato.

L’Art. 728** (trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volonta’ altrui), recita:
“Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d’ipnotismo [nota mia: ipnotismo e’ errato, essendo la tecnica usata; si deve dire stato di ipnosi], o esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volonta’, e’ punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumita’ della persona, con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda […]. Tale disposizione non si applica se il fatto e’ commesso, a scopo scientifico o di cura, da chi esercita una professione sanitaria”. Per integrare il reato di cui sopra servono la soppressione di certe facolta’ mentali e un pericolo per l’incolumita’ personale. Entrambe le condizioni sono impossibili da realizzare con l’ipnosi. Quindi il legislatore era un totale ignorante in fatto di ipnosi, ma evidentemente era soggetto all’influenza politica delle lobby, visto che la disposizione non si applica ai terapeuti.

TI E’ CHIARO O NO CHE L’IPNOSI E’ INNOCUA?

Milton H. Erickson, il leggendario psichiatra/psicoterapeuta americano (forse il piu’ grande esperto di ipnosi clinica di tutti i tempi, dal quale hanno tratto origine le scuole di psicoterapia strategica breve, la programmazione neurolinguistica, la psicobiologia di Rossi, e molto altro ancora) diceva che sovente nella vita comune una sola parola, detta per caso al momento giusto, puo’ stimolare la persona quanto basta per raggiungere il risultato voluto e cambiare vita.
L’ipnosi e’ proprio cosi’: semplice, facile, immediata, interessante, e soprattutto basata interamente sulle risorse personali del soggetto e non certo sull’operatore, come invece accade nelle terapie. Questo venne scritto nel 1961, e ha trovato piena conferma anche oggi, nel XXI secolo: infatti l’essere umano e’ ciberneticamente un sistema non lineare, capace di AUTOcorrezione, per cui piccole modifiche in aree critiche possono avere effetti strabilianti e sproporzionati per rapidita’ e portata.
L’ipnotista e’ soltanto un facilitatore dello sviluppo genuino, naturale, ma anche personale e quindi imprevedibile, della personalita’. L’ipnosi e’ un fenomeno spontaneo, non controllabile dall’operatore […] solo l’attivita’ del paziente puo’ generare validi risultati. L’operatore stimola tale attivita’ e nient’altro (Erickson e Rossi, 1979).
L’ipnosi NON cambia le persone, anzi, aiuta ad essere se stessi, ad auto-esplorarsi, e a usare assai meglio le capacita’ gia’ presenti, cosi’ da potersi esprimere in modo piu’ adeguato e soddisfacente, e soprattutto secondo la propria natura, e non secondo le idee di qualcun altro che viene a dare ordini e a dire cosa dovremmo fare o non fare. L’ipnosi e’ uno strumento molto versatile, ed e’ interamente nelle mani del soggetto, che diventa piu’ forte e indipendente dall’operatore (cioe’ meno soggetto a manipolazioni, il che spiegherebbe come mai molti terapeuti sono nemici dell’ipnosi, in quanto i soggetti diventano piu’ autonomi e meno obbedienti).
Ecco perche’ l’ipnosi e’ estremamente potente, benefica, rispettosa, e del tutto innocua.
Chi cerca aiuto, motivazione, e ispirazione, trae sempre beneficio dall’ipnosi, perche’ impara a gestire meglio i propri problemi fisici (MH Erickson, State of Mind, 1957, 1).
I comuni pregiudizi sull’ipnosi sono fesserie assolute prive di ogni fondamento e dovute all’ignoranza o a motivi di lucro. Nei confronti dell’ipnosi c’e’ molta ostilita’ per la difficolta’ di comprenderla (MH Erickson, Med Record, 1939, 19 lug, 60-65).
E infatti cosa dicono gli esperti?
In laboratorio non si sono mai trovati danni da ipnosi (Hilgard (psichiatra), Int J Clin Exp Hypn; 1974,22:282-298); nessun danno e’ mai stato imputabile all’ipnosi (Am Psychologist; 1979, 8:673-681); non e’ stato mai possibile rilevare alcun danno di qualsiasi genere in nessuno di 300 soggetti ipnotizzati piu’ di 500 volte, e inoltre, ripetendo le ipnotizzazioni, non solo i soggetti non diventano piu’ suscettibili, ma anzi sviluppano una tendenza sempre maggiore a fare di testa loro (MH Erickson, J Abnorm Soc Psychol, 1932;37;321-327); l’uso antisociale dell’ipnosi (per costringere qualcuno ad agire contro la propria volonta’) e’ sperimentalmente IMPOSSIBILE (Int J Clin Exp Hypn; 1972, 2:61-79), e anzi il soggetto diventa persino astioso e risentito contro l’operatore che ha tentato di fare pressione su di lui, dimostrando un forte aumento della capacita’ di autodifesa e di tutela personale (MH Erickson, Psychiatry, 1939;2;391-414).
E ancora: quando insorge la trance, il soggetto tende ad utilizzarla a suo vantaggio, e lo fa, se e’ il caso, anche mettendosi contro la volonta’ dell’operatore. Il soggetto mantiene tutta la capacita’ di distinguere tra realta’ e fantasia, e inoltre non sviluppa atteggiamenti mentali insani ne’ meccanismi di fuga (MH Erickson, J Abnorm Soc Psychol, 1932;37;321-327).
E ancora: l’ipnosi e’ innocua e non e’ in alcun modo dannosa o nociva per il soggetto; [..] inoltre l’opinione generale che l’ipnotista abbia un considerevole potere sui suoi soggetti e’ errata, in quanto senza la piena collaborazione del soggetto non si ottiene niente (MH Erickson, Dis of Nerv system, 1941, 2:1).
Tieni presente che l’ipnosi e’ innocua e/o utile tanto sui sani quanto sui malati, perche’ nessuno e’ perfetto, e quindi c’e’ sempre qualcosa da migliorare (purche’ ci sia disponibilita’ a farlo).
Ora, alcuni psichiatri (che sanno poco o nulla di ipnosi) ritengono che l’ipnosi non sia consigliabile per chi soffre di problemi mentali. La verita’ e’ un po’ diversa: non e’ l’ipnosi ad essere sconsigliata, ma sono questi stessi psichiatri che andrebbero evitati accuratamente. Infatti e’ la loro incompetenza ipnotica che li porta a commettere errori anche gravi nella gestione degli psicotici tramite l’ipnosi. Come ha scritto Erickson (psichiatra pure lui, ma in questo caso esperto di ipnosi), l’autore [cioe’ Erickson medesimo] ha utilizzato l’ipnosi anche sugli psicotici, cosa scoraggiata dai suoi colleghi, e in certi casi alcuni schizofrenici poterono perfino lasciare l’ospedale (MH Erickson, Trends In Psychiatry, 1967,3(3):1-43).
E altrove aggiunge: sono state fatte delle affermazioni allarmanti sui danni che potrebbero provenire dall’uso dell’ipnosi in una situazione di acuto disagio emotivo e di disturbo senza un’adeguata conoscenza delle esperienze passate e della personalita’ di quel paziente. Per noi queste dichiarazioni allarmistiche suggeriscono solo una mancanza di conoscenza e un senso di insicurezza personale quando si affrontano i problemi dei pazienti (MH Erickson e EL Rossi, Hypnotherapy, 1979). Anzi, addirittura in un testo autorevole scritto da uno psichiatra allievo diretto di Erickson, si legge testualmente quanto segue: l’ipnoterapia e’ l’unica speranza di cura per molti pazienti schizofrenici (WE Biddle, 1967).
E con questo penso di aver posto fine alla disinformazione a tuo danno, e direi che finalmente tu adesso sai come stanno veramente le cose. L’ipnosi e’ completamente innocua, e in piu’ e’ una risorsa umana naturale molto potente e benefica, da utilizzare quindi il piu’ possibile e del tutto liberamente, senza alcun timore. E allora chi ti parla dei pericoli dell’ipnoterapia ti sta ingannando, e sta facendo i suoi interessi e non i tuoi, dato che l’ipnosi e’ assolutamente innocua. Su questo non si dovrebbe piu’ discutere. Come diceva sempre Erickson, nel caso dell’ipnosi la terapia la fa sempre e solo il paziente, e non il terapeuta; il 29 aprile 1962, durante un seminario, Erickson disse per l’ennesima volta: l’ipnosi non e’ una cosa che fate voi al paziente, ma e’ qualcosa che avviene nel paziente. Insomma, nell’ipnoterapia il terapeuta non conta nulla, e chi afferma il contrario non ha capito nemmeno di cosa stiamo parlando. Copyright (C) Alberto Torelli.

FINALMENTE LA LEGGE RESTITUISCE L’IPNOSI AGLI IPNOTISTIIl 2004 e’ l’anno di una vera e propria rivoluzione legislativa mondiale a favore dell’ipnosi (e soprattutto a favore del consumatore, che per l’ipnosi ha diritto sia di usufruire di ipnotisti esperti, sia di fuggire da professionisti che sanno poco o niente di ipnosi e che tuttavia vengono protetti dalle lobby).
A parte il fatto che gia’ oggi negli Stati Uniti molti ipnotisti non medici fanno ipnoterapia negli ospedali pubblici (la professione INDIPENDENTE di ipnoterapista esiste ed e’ riconosciuta in USA fin dal 1979 ed e’ molto evoluta, per cui in Italia siamo indietro di quasi 30 anni!), c’e’ da dire che anche in Europa abbiamo diversi esempi di liberta’ e progresso: infatti in Francia e in Inghilterra, chiunque puo’ esercitare liberamente non solo l’ipnoterapia, ma anche la psicoterapia privata.
Ma veniamo alle notizie piu’ importanti: devi sapere che il 2004 e’ l’anno in cui l’ipnosi mondiale viene restituita agli ipnotisti. Cominciamo dagli Stati Uniti. L’American Medical Association, ovvero l’Ordine dei Medici americani, ha deciso che, a cominciare dall’1 gennaio 2004, anche gli ipnotisti non terapeuti (non-licensed) possono operare nella Sanita’ (proprio a tale scopo l’AMA ha introdotto una nuova terminologia dei codici di procedura CPT – Current Procedural Terminology).
E ora passiamo all’Unione Europea. Come ho detto, fortunatamente nell’Unione Europea ci sono paesi che per l’ipnosi sono ben piu’ progrediti dell’Italia. Ebbene, la direttiva europea COM(2002)119, relativa al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra i paesi membri, e’ stata finalmente APPROVATA l’11 febbraio 2004. Quindi oramai anche l’Italia dovrebbe riconoscere le attivita’ professionali esistenti all’estero, come l’ipnoterapia. A meta’ giugno 2004 ho chiesto una consulenza legale sul sito dell’unione europea (http://europa.eu.int/), rintracciabile nella sezione per i diritti dei cittadini (Europe Direct, servizio di orientamento per i cittadini), ed ecco la parte saliente della risposta testuale (ricevuta via email in data 21 giugno 2004): “se la professione di cui si tratta non e’ regolamentata nello Stato di accoglienza, allora non e’ necessario richiedere il riconoscimento delle qualifiche; e’ possibile cominciare a svolgere tale professione in questo Stato alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini nazionali e con gli stessi diritti e gli stessi obblighi”.

In data 5 gennaio 2005 ho consultato nuovamente l’ufficio legale europeo, facendo presente che io posseggo un accreditamento NAZIONALE inglese in ipnositerapia professionale, e ho piu’ di due anni di esperienza clinica pratica. Ecco la risposta che ho ricevuto, che mi pare chiarissima: “la professione di ipnoterapista non e’ regolamentata in Italia, ovvero per esercitarla non e’ richiesto il conseguimento di un diploma particolare ne’ e’ obbligatorio far parte di un ordine professionale.
Di conseguenza lei potra’ esercitare la sua professione IMMEDIATAMENTE, senza richiedere il riconoscimento del suo diploma e esperienza professionale”. Dato che i governi e le leggi cambiano, ho richiesto nuovamente un parere agli esperti giuridici del servizio europeo di orientamento del cittadino, e la risposta (ricevuta in data 25 aprile 2006) e’ stata la seguente: “il principio di base dell’Unione europea stabilisce che chi e’ qualificato ad esercitare una professione nel paese di provenienza (nel suo caso Gran Bretagna) puo’ esercitarla in qualsiasi altro paese dell’Unione (ad esempio in Italia). Per quelle attivita’ esercitabili solamente dai titolari di diplomi, titoli, certificati o qualifiche particolari definiti dal paese ospitante (denominate professioni regolamentate) e’ stata prevista a livello europeo una regolamentazione (mediante un ‘Sistema Generale’ di riconoscimento istituito con la Direttiva 89/48/CEE) volta ad agevolare il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali: in tal modo i cittadini vengono autorizzati allo svolgimento di una professione specifica nel paese ospitante (in questo caso Italia).
Qualora invece la professione in questione non sia regolamentata nello Stato membro ospitante, non e’ necessario richiedere il riconoscimento delle qualifiche professionali: in questo caso e’ possibile iniziare ad esercitare la professione nello Stato membro ospitante alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini dello stesso; in alcuni casi dovra’ tuttavia essere presentato un certificato che attesti l’esercizio della professione per almeno due anni nel corso degli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda la professione di ipnoterapista in Italia, essa non risulta essere regolamentata”.
Si noti che l’attivita’ professionale di ipnotista/ipnoterapista in Italia continua a non esistere, ed e’ proprio per questo che tuttora (2007) non e’ neppure possibile stipulare un’assicurazione di indennita’ professionale per l’ipnotismo o l’ipnoterapia (come invece si fa in Inghilterra e altrove). Infatti le compagnie di assicurazione mi hanno confermato che anche volendo assicurare una professione ancora inesistente, non si potrebbe in ogni caso valutare il rischio professionale, non essendoci una casistica o una statistica.
Purtroppo, quindi, l’Italia e’ veramente ancora nel buio piu’ cieco possibile.
Fortunatamente, il 2004 e’ stato l’anno della ‘rivoluzione’, e finalmente, dal 2005 in poi, ANCHE TU puoi finalmente cominciare a godere di un servizio di ipnosi destinato a diventare rapidamente molto piu’ diffuso e ampliato, con un’offerta di prestazioni ben maggiore di quella finora disponibile nel nostro paese.
Non solo, ma se vuoi potrai diventare ipnotista/ipnoterapista, e lavorare come tale in Italia. Finalmente, grazie a questa direttiva europea, ad esempio un ipnotista con certificazione o accreditamento inglese, potra’ fare cio’ che sa fare meglio, cioe’ esercitare la sua nobile professione anche in Italia.
In questo modo l’intera societa’ godra’ dei benefici derivanti dalla caduta definitiva di quelle restrizioni che certe lobby hanno tenuto in piedi finora, soprattutto in Italia (ma anche altrove). Infatti non esiste alcun motivo eticamente giustificabile per ostacolare o persino impedire il libero accesso del pubblico a un servizio cosi’ utile e innocuo come l’ipnotismo professionale svolto da operatori specializzati non-medici e non-psicologi. Ad esempio in Inghilterra l’ipnoterapia professionale e’ libera, diffusa, e molto evoluta (a tutto vantaggio del consumatore), mentre qui in Italia siamo in una barbarica preistoria (a tutto vantaggio delle lobby).
Fortunatamente, le persone stanno diventando sempre piu’ allergiche alle prese in giro e alle speculazioni economiche sulla loro salute

Pubblicato da VIANNY

One Comment
  1. Stefania

    Sto cercando informazioni chiare e definitive sulla legislazione riguardante la practica di ipnoterapia in Italia. Sono Italiana ma vivo in Inghilterra da anni dove ho conseguito un diploma in ipnoterapia, oltre che PLN. Pratico da anni sono registrata all’albo e assicurata e come in ogni professione tenuta a partecipare a aggiornamenti annuali. Collaboro con l’ospedale locale, e con alcune societa di volontariato.
    Stavo ponderando l’idea di tornare in Italia, ma vorrei avere chiarimenti e informazioni su quale sarebbe la mia posizione lavorativa. Non essendo ne medico, ne psicologo, requisiti non necessari nella maggioranza dei paesi europei and negli USA, potrei practicare in Italia?
    Ho letto notizie diverse, alcuni veramente sbalorditive per l’inaccuratezza in cui si parla di questa terapia (adiruttura in termini ottocenteschi descrivendo l’ipnoterapia come ‘privare una persona del proprio volere’, quando ormai si sa che in realta’ e’ l’opposto! ) , ho chiesto informazioni tramite alcuni siti web ma non ho ottenuto nessuna risposta.
    Se qualcuno fosse in grado di aiutari ne sarei veramente grata.
    Grazie

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