la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Psico-bio-genalogia con Antonio Bertoli

alberoil 10 luglio a Bari, Antonio Bertoli, ha portato all’attenzione dell’utenza che lo desiderava il suo libro e le teorie messe a punto dopo anni di studio anche  grazie ad alejandro Jodorosky.

Per la presentazione del suo libro alla quale ho preso parte ho ricevuto una mail nel cui contenuto c’erano riferimenti puntuali al suo lavoro ed al sendo del suo libro.

Riporto fedelmente ciò che vi era scritto. Fonte associazione Noesis Associazione di Promozione Sociale e Libreria Roma, Bari

Psico-Bio-Genealogia-Le origini della malattia.

“Tutto ciò che non sale a livello di coscienza diventa un destino”. Oppure malattia: fisica o psicologica.
La nota affermazione junghiana si completa con il percorso che Antonio Bertoli conduce da anni sulla Psicogenealogia e sulla Nuova Medicina di Ryke Geerd Hamer messa a punto nel libro edito da Macro Edizioni “Psico-Bio-Genealogia – Le Origini della Malattia”.

Un approccio scientifico che sposta il punto di vista oltre la medicina di stampo classico affidata allo specialismo ed esamina l’individuo come un’entità complessa: siamo costruiti dalla nostra specie biologica e dalla nostra famiglia, e “rispondiamo” in base a queste informazioni di fondo, che restano per lo più inconsce.

“Se è vero che i primi archetipi d’amore sono il padre e la madre ­ dice Bertoli -, è anche vero che sempre questi ci chiedono di essere in un certo modo, di non essere noi stessi fin dall’inizio della nostra avventura nel mondo, e ciò a causa del fatto che anch’essi sono stati a loro volta figli di altri genitori. L’amore che proviamo per loro e lo sforzo di essere amati, in primo luogo da loro, fa sì che ci pieghiamo a queste richieste e iniziamo a reprimere e a soffocare la nostra vera identità”.
Qualsiasi manifestazione individuale ­ sintomo organico o disagio psicologico, vale a dire malessere, depressione o malattia vera e propria ­ non è altro che l’espressione del mancato equilibrio tra maschile e femminile che si può verificare in una famiglia, i quali costituiscono appunto quelli che Bertoli chiama “archetipi primari”.
A cosa serve dunque questo libro e questo approccio? A capire che i nostri malesseri non sono solo nostri, che li abbiamo ereditati da una famiglia e da una specie biologica e che sono il miglior risultato che siamo riusciti a trovare per risolvere i nostri conflitti, ma soprattutto a capire che si possono davvero risolvere, portando a coscienza tutto questo e aggiungendovi delle azioni simboliche volte a ristabilire un equilibrio archetipico (l’ordalia di Erickson, la psicomagia di Jodorowsky, l’atto poetico di Bertoli)”.
Alla presentazione del libro è seguita una dimostrazione pratica del lavoro svolto da Bertoli durante gli stages condotti in Italia e all’estero ai quali ho preso parte anche io grazie ad un incontro organizzato dalla IKOS AgeForm di Bari, la scuola di formazione con la quale collaboro da diversi anni.

 

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