la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Lo steccato

Quando faccio colloqui, ed il momento è opportuno, amo raccontare questa storia. E’ intuitiva, come tutte le metafore ed è di una semplicità spiazzante. Spesso, nel colloquio e nelle discussioni non ci rendiamo conto di quanto ciò che diciamo possa influenzare il restante corso della relazione. Con i ragazzi, alle prese con le loro fasi ribelli, o con le ragazze prese dal desiderio di affermarsi e di avere ragione a tutti i costi, ascoltare questa stoira fa bene al cuore ed alla mente perché fa riflettere senza sentirsi sotto giudizio. Agli adulti fa bene quando si rendono conto che nelle discussioni familiari spesso ci si offende a livello dell’identità dicendo <<tu sei…>> e questo crea delle grandi crepe nella fiducia reciproca. Accade quindi che le emozioni e le circostanze negative, diventino coacervi di vere pietre verbali che, colpiscono l’altro, a volte con consapevolezza, altre senza neanche volerlo. E chi ci sta di fronte crede di avere l’unica scelta possibile: reagire e innescare una reazione a catena poco fruttuosa e molto dolorosa. La reazione presuppone che il pensiero così come si crea nella mente viene gettato fuori, attraverso le labbra, senza filtro alcuno e senza elaborazione …per il solo bisogno di svuotarsi..E se imparassimo ad osservarli i nostri pensieri mentre si infilano uno dietro l’altro come perle in un filo, forse le parole scelte per esprimerci sarebbero diverse. Sapete che le parole sono vibrazioni, ed in base alla loro qualità generano nell’altro pensieri diversi, e una volta espresse farebbero addirittura bene…generando attività generative e creative nelle reciproche relazioni che intessiamo.

“C‘era una volta un ragazzino con un brutto carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. In seguito il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì gradualmente. Aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare quei chiodi.

Finalmente arrivò il giorno in cui il ragazzo riuscì a controllarsi completamente.

 Lo raccontò al padre e questi gli propose di togliere un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non avesse perso la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo fu in grado di dire al padre che aveva tolto tutti i chiodi dallo steccato.

Il padre prese suo figlio per la mano e lo portò davanti allo steccato. Gli disse: “Ti sei comportato bene, figlio mio, ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà più quello di prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi estrarlo. Non avrà importanza quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà ancora lì. Una ferita verbale fa male quanto una fisica.”

One Comment
  1. rossella

    che bella storia!!!!!corrisponde alla realtà !!!!!ci si s’addice veramente tanto

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