la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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IL TEOLOGO E L’IDIOTA

Un Monaco zen viveva con suo fratello, cieco d’un occhio e idiota. Un giorno proprio quando un famoso teologo era venuto da lontano per parlargli egli era stato costretto ad assentarsi. Disse allora a suo fratello:
“Ricevi e tratta bene questo erudito! Soprattutto non aprire bocca e tutto andrà bene!”

Il Monaco abbandonò il Monastero. Al suo ritorno, andò di corsa dal suo ospite:

“ Ti ha ricevuto bene mio fratello?”gli chiese.

Pieno di entusiasmo ,il teologo…….esclamò:

“Tuo fratello è una persona notevole. E’ un grande teologo.”

Il Monaco sorpreso farfugliò:”Come?… Mio fratello ,un teologo?

“Abbiamo avuto una conversazione appassionante,”continuò l’erudito “esprimendoci solo a gesti. Io gli ho mostrato un dito,lui ha replicato mostrandomene due. Allora gli ho risposto, logicamente ,mostrandogli tre dita, e lui mi ha lasciato sbigottito mostrandomi un pugno chiuso che metteva fine al dibattito..Con un dito, io gli ho indicato l’unità di Buddha. Con due dita, lui ha allargato il mio punto di vista ricordandomi che Buddha era inseparabile dalla sua dottrina. Soddisfatto della replica, con tre dita, gli ho dato a intendere: Buddha e la sua dottrina nel mondo. E allora lui mi ha dato una risposta sublime mostrandomi il pugno: Buddha, la sua dottrina, il mondo, formano un tutto. Questo vuol dire davvero superare se stessi”. Poco dopo il monaco andò da suo fratello:

“Raccontami com’è andata con il teologo!”

“E’ semplice” disse il fratello “Lui mi ha provocato mostrandomi un dito per farmi notare che io avevo un occhio solo. Non volendo cedere alla provocazione, ho risposto che lui era fortunato ad averne due. Lui ha insistito sarcastico:”Comunque sommando quelli di entrambi , fanno tre occhi”. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mostrandogli il pugno chiuso l’ho minacciato di stenderlo all’istante se non la smetteva con le sue malevole insinuazioni.”

Ha scritto una ragazza che “a volte le nostre conversazione sono simili a questa. Crediamo di parlare delle stesse cose ma parliamo di cose molto diverse” ed io sostengo che ci sia bisogno di un testimone che le ascolti entrambe per poterci rendere conto della differenza . Un linguaggio verbale che nulla a che fare con quello non verbale. Una persona che parla e l’altra che non ascolta o interpreta…a volte male. Questo sarà terreno fertile per mantenere quella idea senza replica fino al successivo chiarimento che , spesso , non arriva. Le idee diventano muri dietro cui nascondersi. Il legame qualcosa da sciogliere come sostanze in acidi chimici.

ciò che resta è la scelta di poter raggiungere un livello elevato attraverso la riapertura della comunicazione.

Ognuno parla di se stesso perciò si e sempre soli

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