la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Meditazione attraverso oggetti: Osho

Grazie ad Arianna per averla condivisa.

GUARDA CON AMORE UN OGGETTO
– Guarda con amore un oggetto qualsiasi. Non passare a un altro oggetto. Qui, nel mezzo dell’oggetto, la beatitudine. –

Con amore” è la chiave. Hai mai osservato un oggetto con amore? Puoi dire di sì solo perché non sai cosa significhi: puoi aver guardato un oggetto con bramosia, …questa è un’altra cosa, del tutto diversa.
Osservi un bel volto, un bel corpo: perché li stai guardando? Forse vuoi ottenere qualcosa da loro? In questo caso non è amore, è bramosia. In realtà stai pensando a come sfruttarli, come usarli, come possederli, come far sì che questo corpo diventi uno strumento per la tua felicità.
In realtà bramosia significa ‘come ottenere qualcosa da un oggetto’, amore significa ‘come dare qualcosa’. Sono due cose diametralmente opposte.
Se vedi un bel volto, e senti amore, l’immediata sensazione nella tua coscienza sarà come fare qualcosa per renderlo felice, come fare qualcosa per rendere felice quell’uomo o quella donna. Non ci si occupa di se stessi: ci si occupa dell’altro.
Osserva dentro di te, e vedrai che non una sola volta nella tua vita hai guardato con amore qualcuno o qualcosa. Questa tecnica non fa alcuna distinzione tra un oggetto e una persona. Anche se guardi con amore qualcosa di materiale, di inanimato, quell’oggetto diventerà una persona. Il tuo amore è la chiave per trasformare qualunque cosa in una persona. Se guardi con amore un albero, questo diventa una persona. Ed è vero il contrario: ogni volta che guardi una persona con bramosia, quella persona diventa un oggetto, una cosa. E in quel caso la persona viene uccisa. Lo sguardo stesso cambia, trasforma.
Cosa si deve fare, dunque? Per guardare con amore, come prima cosa dimenticati di te stesso completamente. Guarda un fiore e lascia che sia presente. Tu diventa completamente assente. Senti il fiore, e un amore profondo fluirà dalla tua coscienza verso il fiore. E fai sì che la tua coscienza sia ricolma di un solo pensiero: come aiutare questo fiore a fiorire di più, a diventare più bello, più gioioso. Cosa posso fare? Non importa che tu possa fare qualcosa, oppure no. Ciò che importa è la sensazione di cosa puoi fare: fai in modo che questo pensiero riverberi in tutto il tuo essere e verrai trafitto da un’estasi: il fiore diventerà una persona.
“Non passare a un altro oggetto…”. Non puoi passare a un altro oggetto: se sei in una relazione d’amore, non puoi andartene. Se ami qualcuno, ti dimentichi dell’intera folla; affiora un unico volto, non vedi nessun altro: gli altri visi sono presenti sullo sfondo, alla periferia della tua coscienza. Resta dunque con un solo oggetto: la rosa, il volto della persona amata. Rimani lì, fluendo, con un unico cuore, con un unico pensiero: “Cosa posso fare per rendere l’oggetto d’amore più felice, più gioioso?”.
“Qui, nel mezzo di questo oggetto, la beatitudine.” In quel modo, tu sarai assente, non ti preoccuperai più per te stesso, non sarai più egoista, non penserai più in termini di piacere personale, di gratificazione. Ti sarai completamente dimenticato di te stesso, e penserai solo all’altro. L’altro è diventato il centro del tuo amore. La tua coscienza fluirà verso di lui. In questo stato, all’improvviso, come una necessaria conseguenza, verrai raggiunto dalla beatitudine. All’improvviso sarai nel centro del tuo essere.
Accade, perché quando non ti preoccupi di te stesso diventi vuoto e si crea uno spazio interiore: quando la tua mente è totalmente focalizzata sull’altro, dentro di te diventi nonmente. Allora, all’interno non ci saranno più pensieri e alla fine anche quel pensiero – “Come posso rendere l’altro più felice?” – non potrà più rimanere perché, di fatto, non c’è nulla che tu possa fare: cosa potresti fare? Se pensi di poter fare qualcosa, stai pensando in termini di io!
In realtà, con un oggetto d’amore si diventa totalmente impotenti. Questa è l’agonia dell’amore: non si riesce a sentire cosa si potrebbe fare. Si vorrebbe fare tutto, si vorrebbe dare l’intero universo alla persona amata, ma cosa si può fare? Se pensi di poter fare questo o quello, ancora non sei in una relazione amorosa. L’amore è del tutto impotente, e questa impotenza è anche la bellezza dell’amore, poiché in quella condizione di impotenza, ti abbandoni.
La beatitudine accade perché non esiste possesso. E, di fatto, la beatitudine non accade a causa dell’altro, ma a causa tua. Accade perché sei totalmente assorbito nell’altro: può capitare con una rosa, con una roccia, con un albero. Una volta che conoscerai il modo in cui si verifica, può capitare ovunque. Se sai che tu non sei e, con amore profondo, la tua coscienza si muove verso l’altro, ti lascia, si allontana da te… in quell’assenza dell’io, la beatitudine.

Tratto da: OSHO “Il Libro dei Segreti

One Comment
  1. Wenz

    Dimenticarsi di esistere mentre si fa o ci si concentra su qualcosa è davvero una sensazione stupenda. Peccato che non sia sempre facile, ma quando succede ci si sente davvero bene.

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