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Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Adolescenza: info utili

L’adolescenza è una fase della vita molto particolare dove l’individuo è bersagliato da una così grande quantità di richieste e di stimoli da parte del mondo esterno che risulta difficile darne una definizione chiara ed univoca.

È possibile tuttavia evidenziare delle tendenze di comportamenti ed atteggiamenti, che presuppongono uno sviluppo personale nuovo rispetto alle fasi precedenti.

Riconosciamo il periodo dell’adolescenza perché esso coincide con la pubertà, ovvero segue il periodo che va dal completamento dello sviluppo sessuale dal punto di vista riproduttivo(comparsa delle mestruazioni per le ragazze, eiaculazione per i ragazzi) e dura fino al completo sviluppo fisico che coincide con l’età adulta vera e propria.

Oggi giorno il momento della pubertà si è molto anticipato. La nuova tendenza si è notata con la progressiva anticipazione della comparsa delle prime mestruazioni, che avveniva generalmente nella seconda metà del secolo scorso in media verso i 17 anni, si è passati agli 11 -12 anni negli anni ‘60 , fino ad un’età compresa tra i 9 e i 12 anni attuali. Mentre al contrario la conquista dell’autonomia economica, che significa l’emancipazione sociale dell’individuo, e la sua maturità sociale, si sta gradatamente spostando in avanti e può arrivare a 25 – 30 anni. Ne deriva che il periodo dell’adolescenza, inteso in senso più ampio e cioè come emancipazione sociale oltre che completamento dello sviluppo fisico,tende oggi ad allungarsi nel tempo.

Tale situazione ci mette di fronte ad una questione molto importante, l’amore e il sesso. “L’adolescenza è anche il periodo in cui i giovani acquisiscono la completa maturità sessuale passando dalla semplice capacità procreativa alla piena consapevolezza della propria sessualità. Questo passaggio è profondamente influenzato dal contesto culturale e sociale in cui vive il giovane. Diversi modelli culturali, sociali e religiosi causano nei giovani rilevanti differenze di comportamento a parità di sviluppo fisiologico”.

Secondo S. Freud l’adolescenza è il raggiungimento di una sessualità genitale attraverso l’abbandono dei primi oggetti d’amore infantile (i genitori interiorizzati). Questo abbandono, secondo l’idea freudiana, avviene attraverso una ripetizione delle dinamiche inconsce relative alle  prime relazioni. Tale ripetizione è fondamentale per la rielaborazione dei conflitti psichici e il conseguente rimodellamento dell’apparato psichico.

Nel 1922, Freud afferma: “Già nei primi anni dell’infanzia (all’incirca dai due ai cinque anni) si ha una concentrazione degli impulsi sessuali, il cui oggetto per il maschietto è la madre. Questa scelta oggettuale costituisce, insieme al conseguente subentrare della rivalità e dell’ostilità verso il padre, il contenuto del cosiddetto complesso edipico, cui spetta, nella vita di tutti gli essere umani, un’importanza enorme ai fini della configurazione definitiva della vita amorosa.(…) Questo remoto periodo della vita sessuale volge normalmente al termine verso il quinto anno di età e viene sostituito da un periodo di latenza più o meno completo, durante il quale vengono edificate le restrizioni etiche che fungono da protezione contro i moti di desiderio del complesso edipico. Nel periodo successivo della pubertà il complesso edipico torna a vivere nell’inconscio ed è soggetto ad ulteriori trasformazioni”.

In questo periodo, i mutamenti che si verificano nel corpo dell’adolescente possono essere al tempo stesso motivo di orgoglio e di imbarazzo. A giocare un ruolo importante in questo caso  è l’atteggiamento dei genitori nei riguardi del sesso che i ragazzi hanno vissuto negli anni precedenti. Se i genitori hanno trattato questo tema con imbarazzo invece che con naturalezza, può svilupparsi nell’adolescente un analogo imbarazzo ed una certa insicurezza. In ogni caso la scelta è del giovane, che decide il proprio comportamento sessuale.

“E’ nella famiglia in particolare che i giovani apprendono le modalità della vita di coppia parentale, acquisendo le regole relazionali su come vengono espressi l’affetto e l’amore. Il rapporto dei figli adolescenti con i propri genitori è caratterizzato tanto dai desideri di vicinanza che da quelli di allontanamento e la comunicazione intorno alla sessualità viene ad essere inglobata in questo meccanismo ambivalente. Parlare di sessualità in famiglia diventa quindi particolarmente difficile sia per i figli, che si rivolgono di conseguenza ad altre fonti, che per i genitori, i quali spesso tendono a delegare tale funzione a figure esterne, non definite, oppure ad affidare al caso la conoscenza di questi argomenti”.

L’impulso sessuale si manifesta in modo diverso nei ragazzi e nelle ragazze. Nei maschi le esigenze biologiche sono specifiche e volte ad uno scarico della tensione nell’orgasmo. Nelle femmine il desiderio sessuale è meno specifico: è come una sensazione diffusa, pervasa da emozioni.

Gli impulsi sessuali sono generalmente legati a sentimenti d’amore per le ragazze e possono essere del tutto separati per i ragazzi.

Nei ragazzi adolescenti vi è la tendenza a ipervalorizzare ciò che si dà (il fallo), mentre essi tendono a svalorizzare ciò che si riceve. Difficilmente essi percepiscono il dono del corpo della ragazza proprio perché lo mettono sul loro stesso piano, e quindi tendono a oggettivare la ragazza che è vista come capace di dare e ricevere piacere. In questo modo, si svalorizza quel sentimento di donare che invece è così importante e forte nella donna. In un ambito così costruito, il ragazzo trova nel rapporto sessuale un iper-valore del fallo e, in questo modo, il senso del proprio potere. Ovvero il potere di fare godere.

Per lei la sessualità invece è una palestra del saper dare, di soddisfare, ma anche di rendere felice l’altro. Questo dono di sé è fondamentale perché è come scambiarsi il dono dell’amore senza accorgersi, spesso, che questo altruismo porta ad una sorta di autosvalorizzazione. Oggi la sessualità della ragazza è ulteriormente svalorizzata proprio perché,  per evitare conseguenze che sarebbero più gravi, come il rimanere incinta, accettano di sottostare a tutte le pretese dei propri partner adolescenti che in questo modo si sentono ancor più glorificati e aumentano il loro narcisismo.

Da queste brevi osservazioni, si può dedurre quanto sia complesso il tema della sessualità degli adolescenti, proprio perché vengono istintivamente immesse valenze lipidiche e riferite al senso di potere e di non potere.

Si deduce così come la fragilità, l’instabilità e la conflittualità tanto caratteristiche dell’adolescenza si trasmettano anche nella sfera sessuale e genitale in special modo.

I giovani che entrano nell’adolescenza vivono nuove esperienze: l’innamoramento e il sesso. Ma provano anche a manifestare i propri sentimenti e se stessi anche attraverso la fisicità.

L’esperienza di diventare grandi passa anche attraverso questi processi con una educazione psico- affettiva, e una educazione alla sessualità sicura e rispettosa dell’altro.

Fonte: http://www.nienteansia.it/articoli-di-psicologia/

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