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Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Avere una sorella ci rende più felici

Parlare spesso, anche di argomenti futili, aumenta affetto e sicurezzaUn saggio sul New York Times apre il dibattito

Avere una sorella ci rende più felici.

Parlare spesso, anche di argomenti futili, aumenta affetto e sicurezza.

Sono da sempre considerate un fattore a rischio dalla maschilista cultura latina («mandami tua sorella», «dillo a quella x di tua sorella», «a soreta»; ecc.). Sono spesso malviste da scrittori e registi (certi profondi asti sororali sono alle base di celebri trame). Nella vita reale possono essere dichiaratamente poco amate: c’è chi (maschi e femmine) racconta allo psicoterapeuta di aver sofferto in gioventù causa sorella bella/sadica/impicciona; ci sono quelle (femmine) che quando diventano più anziane litigano sui gioielli della povera mamma; e cose del genere. Ma sono luoghi comuni che nasconderebbero un vantaggio emotivo: le persone che hanno entrambi i genitori in comune con un’altra persona di sesso femminile vivono più felici. Insomma, avere una sorella fa bene. O forse, conforta venirlo a sapere: da una settimana il mini-saggio sul tema della linguista Deborah Tannen è il pezzo più cliccato sul sito del New York Times. Ci si consola con quel che si può, di questi tempi.
Tannen, professore alla Georgetown University, è fresca autrice di You Were Always Mom’s Favorite!, «Tu eri la preferita della mamma!», ovviamente uno studio sulle conversazioni sororali; e dovendo scrivere qualcosa di nuovo sui motivi della maggiore felicità ha cercato di andare oltre i cliché. E spiega: «La risposta abituale è “succede perché le donne e le ragazze parlano delle proprie emozioni più degli uomini e dei ragazzi”; ma non è soddisfacente. Buona parte della mia ricerca è basata su una premessa: i comportamenti “femminili” nell’amicizia e nella conversazione non sono intrinsecamente migliori di quelli “maschili”. Sono solo differenti».

Così, dalla nota linguista-celebrità Deborah Tannen alla nota attrice e testimonial italiana Sabrina Ferilli il passo è breve. Le conclusioni di Tannen si potrebbero riassumere nel più famoso tra gli slogan pubblicitari ferilliani (riguardava questioni telefoniche): «Quanto ce piace chiacchierà…». Tannen espone il concetto in modo più articolato, e parla di «dinamica sottile»: «Ho intervistato oltre 100 donne sulle loro sorelle; se avevano anche dei fratelli, ho chiesto loro di fare un paragone. La maggior parte ha raccontato di parlare più di frequente e più a lungo con le sorelle. Questo voleva spesso dire che si sentivano più legate alle sorelle che ai fratelli; ma non sempre. E molte mi hanno detto di non parlare quasi mai con le sorelle dei loro problemi personali».

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