la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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L’intimità con se stessi

L’intimità condivisa con l’altro può essere raggiunta solo se si riesce ad approdare ad un’intimità con se stessi.
Ciò dipende dalla considerazione che non si può offrire all’altro qualcosa che non si concede a se stessi; sarebbe come pensare di far entrare un ospite in una camera di cui non si possiede la chiave.
Poter abbracciare la propria esistenza, poter contenere dentro di sé le proprie emozioni senza doverle “agire” all’esterno vuol dire poter dialogare con se stessi senza essere terrorizzati dai propri pensieri o dai propri sentimenti.
Quante volte, purtroppo, capita di sentir dire affermazioni del tipo “Finché lavoro tutto bene, i problemi nascono quando mi fermo e mi frullano certi pensieri”, e anche “Quando provo determinate emozioni mi sento arrabbiato con me stesso per il fatto di non esser riuscito ad eliminarle”.
Certamente quando si ritiene inammissibile provare o pensare “certe brutte cose” stiamo comportandoci con noi stessi come un genitore disapprovante che punisce il figlio perché piange o si sente arrabbiato. Ecco quello che Cesare Musatti, psicologo e psicoanalista italiano, afferma:

“Già questa è la complicazione della psiche umana. Uno diventa adulto. Muta le proprie opinioni. Accetta le esigenze che si fanno sentire col maturare del proprio corpo e del proprio spirito, e poi, come un bambino piccino, ha bisogno della mamma che lo protegga dai cattivi pensieri.
Sappiamo che i pensieri non sono né buoni né cattivi, che il nostro intelletto ci indica le vie da percorrere, e che d’altra parte ci sono molti modi di vedere e di giudicare le cose. Comunque, di noi stessi non dovremmo mai avere paura, perché proprio noi regoliamo la nostra condotta: in bene e in male. Tutt’al più possiamo essere più o meno soddisfatti di noi stessi.
Non dovremmo avere paura, perché non ci portiamo dietro la mamma o il papà, o il Maestro, con la emme grande: che ci sorvegli, ci castighi e ci minacci.
Di chi allora hai paura?”

Con se stessi si dovrebbe cercare sempre di essere comprensivi, perché non è mettendosi sul banco dei colpevoli che si può accedere alla comprensione della propria realtà interiore.
Ed allora accettare le proprie emozioni porta ad interrompere quell’infinita guerra che si svolge dentro di noi nel disperato tentativo di filtrare le emozioni giuste dalle sbagliate, credendo di poterle controllare.
Bisogna sempre diffidare di quelle persone che affermano di “avere tutto sotto controllo”, come se fosse un’ importante successo, quasi una vittoria esistenziale.
E’ il tentativo disperato di stare al sicuro dalle brutte sorprese, ma di non capirci nulla delle proprie emozioni costantemente controllate.
Se si vuole rendere interessante la propria vita bisogna sempre avere in mente la convinzione che le emozioni sono uno strumento utilissimo per conoscere ed orientarsi.

 Fonte: http://www.psicologiaoggi.it/psicologia_clinica.1.html

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