la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Cenni di grafologia

Tempo fa, presso l’IKOS, agenzia di formazione di Bari fu organizzato un corso di grafologia. Presi parte solo ad alcune lezioni, tenute dal dott. Nicola Lamacchia e mi è rimasta la curiosità ed allo stesso tempo la conviznione che una disciplina come questa sia utile a supporto di un colloquio terapeutico. Allo stesso tempo sono convinta che per poter essere davvero utile sia necessario avere piena padronanaza e consapevolezza dello strumento per un utilizzo etico. In questa sede mi limito quindi a dare dei riferimenti generici utili a soddisfare qualche curiosità ma non univoci. Anche per fare una buona analisi grafologica c’è bisogno delle stesse caratteristiche che si devono possedere per gestire un colloquio psicologico: etica, professionalità, rispetto per la persona. Di seguito quindi qualche cenno alla grafologia.

Il foglio bianco rappresenta lo  SPAZIO/universo in cui ci muoviamo e ogni gesto-segno dello scrivere rivela sentimento e comportamento in  relazione a questo universo.   Nel momento in cui la penna tocca il foglio/SPAZIO scaturisce il PUNTO di contatto, l’IO scrive e si espande (CERCHIO), entra in relazione (LINEA). Il movimento parte da sinistra, per noi occidentali, passato, interiorità, radici, io

Il movimento che va verso l’alto rappresenta  lo spirito, gli ideali, la ragione e anche ASCESI spiritualità, fantasia, megalomania. Quello verso il basso l’impulso, i bisogni, la sessualità e CADUTA approfondimento, segreto, depressione.

Ed ora, molto sinteticamente, alcuni elementi di grafologia.

Termini e definizioni hanno evidente riscontro nel linguaggio simbolico.

In genere un valore portato all’eccesso si annulla trasformandosi in altro, per esempio una flessibilità estrema più che adattamento indica influenzabilità, dipendenza, opportunismo. Mentre se manca indica il contrario, in questo caso rigidità, contrasto.

La collocazione spaziale ha un suo significato preciso (come sopra indicato) e, pertanto, nel considerare certi elementi vengono privilegiati il corpo centrale (tutte le lettere prive di allunghi) o gli allunghi cioè le parti della lettera che vanno oltre il corpo centrale.

Lettere con allunghi superiori : b, d, h, l – inferiori : g, p, q, t. Solo la f li ha entrambi.

Il bagaglio energetico si mostra nella pressione del tracciato,  e aste ne rivelano le modalità di utilizzo ovvero il grado di adattabilità nella flessibilità o meno: a destra (rilassamento), rette (tensione), a sinistra (contrazione)  .

IL MODO DI PERCEPIRE SI MOSTRA

– nel calibro (dimensione) che rivela soprattutto il concetto che si ha di se  

– nella larghezza delle lettere che si apre o meno a contenere

– negli allunghi in riferimento all’interazione fra ragione e istinto

– nel tratto morbido o angoloso. Il segno curvo rimanda alla coppa, al movimento di apertura estroversiva. Gli angoli (della croce) segnalano le difficoltà che si incontrano nel mondo oggettuale e le modalità di difesa applicate che introducono un tratto introversivo (suscettibilità, diffidenza, adattamento).

IL MODO DI PORSI SI RIVELA

– nella tenuta del rigo (che idealmente esiste anche nel foglio bianco) che indica una buona stabilità emotiva, senza adagiarvisi o impiantarvisi staticamente. L’eccitazione solleva, fino alla presunzione, da cui a volte si ripiomba dolorosamente a terra. La depressione fa scivolare in giù.

– nell’inclinazione : ci si tira indietro per diffidenza, per respingere e rifiutare. Fino a instaurare una controversia preventiva. Ci si lascia andare perché si desidera, per proiettarsi verso un obiettivo. O per accaparrare.

(Nota : gli esempi, evidentemente artefatti, hanno lo scopo di mostrare le variazioni di inclinazione, in questo caso, di pressione, di curvatura, proiezione, ecc.

Con un invito a percepire, anche, attraverso immagini che catturano la mente …  come le due “scimitarre” del terzo uffa che si scontrano in tenzone [controversia preventiva] …

o di questa f che richiama romanticamente la gondola, ..)

A volte alcuni segni grafici sembrano una rappresentazione per immagini .. e anche questo parla.

– nella dinamica del gesto (parallelo) che assimila più o meno entro parametri ordinati, (sinuoso) che esplora a ventaglio per confrontare e rielaborare, (contorto) che analizza e verifica e controlla

– nella personalizzazione dell’ordine o disordine, che sfugge o meno alla replica composta dei segni, in maniera vivace, caotica, incomprensibile

– nei ricci (tratti più o meno brevi in più nelle lettere), cioè i “capricci” in bene o in male del carattere

– negli inceppamenti  del gesto .. che, se non è colpa della penna, qualcosa dicono … ansia, interruzione o intensificazione del flusso emotivo, ..

– nel procedere lento, fluido o impaziente della grafia

LE MODALITÀ DI RELAZIONE VENGONO SVELATE

– dalla larghezza che Io-che-scrivo lascio fra una lettera e l’altra. Vale a dire che le lettere mi rappresentano e lo spazio fra una e l’altra è quello che lascio per farti entrare o meno. Se fra una lettera e l’altra c’è, mediamente, lo spazio in cui può essere infilata un’altra lettera .. siamo alla pari.

– dalla larghezza che Io-che-scrivo lascio tra una parola e l’altra che misura la mia capacità di senso critico, di interscambio fra ragione e sentimento, che scioglie il mio soggettivismo e dichiara se lo spazio che sono disposto a darti (tra una lettera e l’altra) sono in grado di utilizzarlo equamente. (Questo spazio mediamente dovrebbe poter contenere 4 lettere)

– dall’inclinazione delle lettere (vedi gli “uffa” sopra)

– dal legamento fra una lettera e l’altra, che da la misura dell’attaccamento (troppo se tutte sono collegate) o del distacco (altrettanto se gli stacchi prevalgono nettamente)

Naturalmente, quanto sopra è solo una schematizzazione approssimativa.

Manca, tra l’altro, un fattore essenziale: l’interazione dei singoli elementi, necessaria a dare un’immagine corretta.

Un segno che, isolato, può sembrare eccessivo può controbilanciarne un altro che indica il contrario.

Per esempio, in una scrittura molto curva gli angoli, che sono indice di atteggiamento reciso, tagliente, ostinato, diventano segnale di volontà e disciplina che può correggere una tendenza passiva e regressiva. Viceversa in una molto angolosa le curve possono smussare le spigolosità e la tendenza a chiudersi.

Così come gli arricchimenti o le semplificazioni della scrittura che segnalano rispettivamente

– ricchezza di vedute che può arrivare fino a una eccessiva fantasticheria o ricerca di originalità narcisistica

– essenzialità, a volte geniale, che può decadere in un’aridità mutilante, come mutilate risultano alcune lettere

e che, quindi, sono interpretabili sensatamente solo inseriti nel contesto globale.

Fonte:http://www.panouden.com/segni_simboli/grafologia/3.simbolismo%20e%20grafologia.htm

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