la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Terapia verbale: G. MEREU

Alcuni mesi fa, alcuni miei colleghi della Scuola di Specializzazione PNLterapeutica IKOS di Bari hanno partecipato ad un seminario tenuto dalla dott.ssa Mereu sulla terapia verbale. Ne abbiamo parlato, a me è rimasto un po’ l’amaro in bocca per non avervi preso parte. Ho cercato qualcosa sul suo sito, riporto di sgeuito alcune idee e casi clinici di pazienti che le hanno scritto riportando la loro esperienza di guarigione. Per link diretto: http://www.terapiaverbale.it

IL PAZIENTE SI CURA DA SOLO

Sono convinta che la medicina e il medico siano solo dei veicoli e che il medico dovrebbe funzionare solo da guida, affinché la guarigione fisica si attui insieme alla consapevolezza e alla evoluzione del paziente.

La malattia è un’espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale che ha portato alla malattia stessa.
Usando quali strumenti l’analogia, i simboli archetipici e la grafologia – scienza questa che si fonda su basi analogiche -, traduco al paziente ciò che il suo inconscio desidera comunicare e ciò avviene contro ogni logica dell’attuale medicina.
Il mio punto di partenza è proprio l’espressione verbale e fisica usata dal paziente. In essa, oltre al significato emozionale preso individualmente, ricerco anche un significato collettivo rifacendomi al concetto di inconscio collettivo scoperto da Jung nel secolo scorso.
La terminologia usata per esprimere le patologie nella medicina ufficiale, nega l’efficacia e la validità del “
pazientese” che è invece un linguaggio collettivo ed emozionale. Molti medici troncano il discorso del paziente quando fiorisce i suoi dolori e sintomi con quegli aggettivi ed espressioni che, invece, per me sono importantissime. Chiedo sempre al paziente di descrivermi la sua malattia come se fosse un analfabeta. Credo che non esistono le malattie, ma “la malattia”. Essa non è altro che l’espressione di un’afflizione del paziente che si manifesta in un diverso modo, sia nel linguaggio che nella sua espressione fisica.
La condizione che una determinata malattia sia inesorabilmente cronica, non fa altro che confermare, nell’inconscio del paziente, la sua cronicità. Mentre, se il paziente non ci pensasse più potrebbe anche guarire spontaneamente.
E, se le analisi e i controlli a cui sono sottoposti i malati non servissero ad altro che a confermare in loro, attraverso la paura – sentimento origine della malattia stessa – la cronicità di essa?

La Risata

La risposta terapeutica più bella è la risata del paziente dopo che gli traduco la sua metafora. Quasi sempre so che guarirà. Con il riso mi dice tante cose: che si è sentito compreso e che ha capito nel profondo del suo animo la terapia, che ha preso le distanze dall’afflizione che l’ha portato alla malattia, che la vede come una rappresentazione, che non ha più paura, ma soprattutto, finalmente, paziente che si diverte mentre viene curato.

Esempi di PAZIENTESE

Tutti i malati sono diversi, tutte le storie sono diverse: pertanto il “pazientese” non ha regole fisse.Vi sono delle parole che si ripetono molto più spesso di altre e che perciò mi suggeriscono l’impronta collettiva per poter denominare ciò un linguaggio.

CASI CLINICI

Una donna di potere 25/01/2010
Ciao Gabriella , sono Giuliana L’Artista . Ti ricordo la telefonata dell’altra sera mentre eri in conferenza , in cui ti ho detto che avevo un dolore nella testa in alto a destra che “va e viene” e anche un dolore al piede sinistro, nel mezzo fra il piede e la gamba , per cui non riuscivo a camminare , a piegare il piede……….bene ,il problema era , come hai detto tu , che c’era qualcuno di cui non avevo fiducia, qualcuno che va e viene . Bene Un’ora dopo la telefonata è uscito un PONFO grande quanto una noce proprio sul muscolo cervicale quello che dal collo va alla spalla , era caldo e rosso . Ho pensato che se la guarigione va dall’alto al basso e da dentro a fuori, poteva essere una fuoriuscita di una tensione …..il male alla testa è sparito e non è più tornato (avevo chiamato quella persona al telefono dicendole che era meglio che stesse a casa ) . 


Una mamma cura con la terapia verbale 25/01/2010
Buongiorno dottoressa Mereu, ci siamo conosciute a Campodarsego all’inizio del 2009, ho letto i suoi libri e poi ci siamo parlate a S. Donà di Piave dove Le ho raccontato l’esperienza della mia terapia verbale su mia figlia Marialuna di 4 anni: aveva male ad un orecchio ed io, di notte le avevo sussurrato la frase ‘chi ti da fastidio sentire?’ e poi ‘che cosa ti da fastidio sentire?’. Ha funzionato perchè al mattino aveva l’orecchio pieno di pus, non aveva più male ed è andata all’asilo normalmente. Grazie a Lei dottoressa ed ai Suoi preziosi consigli. 


l nemico lo si mette sotto i piedi 09/08/2010
Ciao Gabriella , ci siamo riviste alcune sere fa in una tua conferenza in Romagna che ho registrato come una cosa preziosa . Il mio dolore al piede sinistro a livello del secondo e terzo dito, come se ci fosse una palla che mi impediva di appoggiare il piede e di camminare , è sparito quando per telefono mi hai detto ” ritenzione sessuale forzata dovuta a pregiudizio” . Come fai tu a sapere che sono anni che non ho rapporti? L’altra sera , quando ti ho detto che adesso avevo un male terribile sotto il tallone tu mi hai detto la verità. Ho messo le foto nella scarpa , di coloro che poi hanno tutti qualcosa in comune: nessuno di loro voleva vedermi allegra e gioiosa . Non ho più male
Ti abbraccio con tutto il mio bene .
Grazie per l’aiuto a crescere e per il tuo lavoro prezioso per tutti.
 

Quando il Sacro fa ammalare 26/05/2010
Cara Dottoressa Mereu, mi scuso per il ritardo ma per impegni improrogabili sono stata fuori Torino per un po’ di giorni. Ecco qui la mia esperienza con la Sua terapia: da molto tempo soffrivo di forti dolori all’osso sacro, come se ci fossero decine di aghi che pungevano, tanto che a letto non riuscivo a stare sdraiata sulla schiena. In questi ultimi mesi il dolore era accompagnato anche da un forte bruciore. Ho partecipato alla Sua riunione del 19 aprile u.s. qui a Torino ma quando ho deciso di farmi visitare il tempo era scaduto per cui ci siamo sentite successivamente per cellulare. Lei mi ha chiesto se sono religiosa. “Non proprio” era la mia risposta. Con un’altra frase che non riesco a ricordare, ma che è stata molto significativa ai fini della guarigione, mi ha fatto collegare il problema del “sacro” ad esperienze avute da bambina, dagli otto anni in poi ovvero in quel periodo sono stata oggetto di molestie e attenzioni particolari da parte di duefrati che frequentavano la mia famiglia per ripetizioni a mia sorella maggiore. Nel tempo le attenzioni sono state solo da parte di uno di loro.Focalizzato il problema il dolore e il bruciore sono scomparsi!!!!!!!!Sono esperienze che hanno imbarazzato e sporcato una bambina innocente creando anche un grande senso di colpa.Ho 62anni e 55anni fa non si pensava neanche di affrontare l’argomento con la mamma o le sorelle.Lo impediva anche un forte senso del pudore. Essermi liberata di questo peso equivale a una rinascita nella consapevolezza. Le ho accennato a problemi di crampi (=diffidenza) prevalentemente al polpaccio sinistro che iniziano da formicolio e insensibilità del piede.”Si tratta di problemi con la famiglia” mi ha detto ed è proprio così.Ora sto lavorando su di me in quella direzione per poter risolvere anche questo problema che è anche legato a una “coltellata” che sentivo sotto la scapola destra (e che ora non si è più presentata).Che meraviglia!La terrò informata. E’ molto intrigante e oltremodo importante capire il disagio che i vari sintomi mi segnalano e che lei sa così bene interpretare. Come pure capire che le scelte che hanno indirizzato in modo inconsapevole la mia vita verso lo stato di single abbiano avuto origine dalle molestie, dalla mancanza della figura materna e in generale dalla figura maschile (sia mia madre che mia nonna si erano separate dal marito quando i figli erani molto piccoli), e come tuttora certe situazione di “sprovvedutezza” e ingenuità siano comunque ancora una conseguenza di quanto già detto. Al di là di tutto mi è comunque rimasto incrollabile un senso di fiducia inspiegabile ma, poichè mi definisco ottimista per nascita, credo che questa sia la risposta. Grazie infinite per il Suo preziosissimo aiuto.Se avrà tempo per darmi consigli saranno molto apprezzati. Mi auguro di poterLa rivedere presto a Torino e di poter parlare un po’ con Lei. Un grande affettuoso abbraccio
Autoguarigione 20/04/2010
..ti ha sempre fatto sorridere il mio modo di chiamarti.. sono P. Vorrei raccontarti un fatto che mi è appena capitato. Quest’estate ho incominciato ad aver problemi con il mio occhio destro: vedevo appannato quando chiudevo l’altro.. Oltre a dire che mi era cambiato l’occhio guida perchè al poligono ho sempre mirato con l’occhio destro,mentre ora devo mirare col sinistro.
A fine marzo ho accompagneto a varese una mia cara amica che doveva sottoporsi ad una visita post-operatoria (trapianto di cornea). La mia amica ha chiesto al suo chirurgo di guardarmi un pò..detto fatto.. topografia e visita completa. risultato? astigmatismo regolare (non so neppure cosa sia) e assottigliamento della retina con sospetto cheratocono (???).
Quando sono tornata a casa mi sono auto interrogata! cosa è successo quest’estate? chi è la mia guida? chi mi appanna?
Ad agosto ho litigato con la mia nonna (la mia miglior amica,la mia guida..) e il comportamento scorretto dei miei zii non mi faceva veder bene in chiaro le cose.
ahahhaha..una risata..un pianto..e ancora una risata.
L’occhio ha ripreso il suo normale funzionamento..ma il chirurgo vorrebbe rifarmi la topografia perchè non ci crede.. ti farò sapere.. intanto ti ringrazio (ancora una volta) per avermi insegnato il ‘potere’ della mia mente.
ciao gabri.
 


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