la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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La mediazione familiare: cosa è?

La mediazione familiare è un intervento professionale rivolto alle coppie e finalizzato a riorganizzare le relazioni familiari in presenza di una volontà di separazione e/o di divorzio. Obiettivo centrale della mediazione familiare è il raggiungimento della cogenitorialità (o bigenitorialità) ovvero la salvaguardia della responsabilità genitoriale individuale nei confronti dei figli, in special modo se minori.

Ho appreso tutto ciò che so della mediazione familiare dai docenti  che operano nella Scuola di Formazione con cui collaboro, la IKOS di Bari. La IKOS organizza corsi di mediazione familiare già da 12 anni. Precursori dei tempi operano come mediatori in un mdo speciale, lo stesso modo che a me è giunto. Nel loro  corso, dove per “corso” intendo il master in mediazione familiare che ho frequentato, ma anche il corso del tempo che ho trascorso e che ancopra trascorro al loro fianco, ho imparato cosa significhi essere biparziali ed ecologici nei confronti di una coppia che si affida a noi per essere supportata a risolvere, chiarire o semplicemente comprendere, alcuni aspetti della vita matrimoniale, sino ad arrivare alla separazione.

La mediazione familiare è una disciplina trasversale che utilizza conoscenze proprie alla sociologia, alla psicologia e alla giurisprudenza finalizzate all’utilizzo di tecniche specifiche quali quelle di mediazione e di negoziazione del conflitto.

Inoltre, la mediazione familiare è  finalizzata al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla coppia al di fuori del sistema giudiziario. Si ricorre a quest’ultimo (separazione e/o divorzio consensuale) solo per le omologhe di Legge degli accordi raggiunti.

IL MEDIATORE FAMILIARE è allora la terza persona appositamente formata e richiesta dalle parti per riorganizzare le relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio. Aiuta a comprendersi meglio e a trovare soluzioni soddisfacenti per tutti, nel rispetto della legge vigente e a completa tutela dei minori. Il mediatore familiare opera per ristabilire ponti comunicazionali nella coppia e nelle relazioni familiari. Aiuta i coniugi a trovare, al di fuori del sistema giudiziario, un’intesa pragmatica nella direzione di una separazione equilibrata.

La Mediazione familiare è composta da 2 termini importanti: Mediazione e Familiare.

Nel mezzo c’è il mediatore.

Oggi si fa della parola “mediazione” largo uso, la si usa in ogni situazione configgente. il concettto di mediazione è importante e antico storicamente: risale a non meno del V secolo a. C.

Mediazio – mediazionis, stare nel mezzo. La mediazione implica sempre lo stare nel mezzo del conflitto.

Secoli or sono era praticata nella Grecia antica. Eraclito paragonava la mediazione al Polemos: se tutte le relazioni fossero pacifiche non avremmo bisogno di mediazioni finalizzate a sedare i conflitti. Il Polemos era il dio della guerra.

Tacito parlava di maieutica: prima di arrivare a risolvere il conflitto per gli altri, cerchiamo la verità, cerchiamo di capire chi siamo, cosa  vogliamo, dove vogliamo posizionarci nella realtà, cosa vogliamo fare.

Possiamo quindi afferrare che, già 2500 anni fa, il concetto di mediazione era largamente preso in considerazione.

In Cina e Giappone piuttosto che agire in prima persona per la soluzione di un conflitto, ci si rivolgeva al consiglio dei saggi, che cercavano di mediare per una soluzione del conflitto. Di fronte ai conflitti sociali si cercava di prediligere il discorso dell’appianamento, secondo la regola di “meglio un buon accordo che una cattiva lite”.

Ma quando è nata realmente la mediazione?

All’inizio del 1900, quando in America fu applicato per le prime volte il concetto della mediazione sociale. ci fu una ondata di controversie,sopratutto nell’ambito del mondo del lavoro: con la mediazione si cercava di trovare un accordo tra le parti. Dopo qualche decennio cominciò ad essere applicata al diritto di famiglia.  Nel 1939 fu fondata la Family Conciliation Court, che comunque era vista con parecchia diffidenza, visto che era già diffuso il divorzio.

Quando ci si rivolgeva al tribunale, la ferocia con cui i giudici e gli avvocati trattavano le parti, quasi in modo animalesco, era un qualcosa di inaudito. Così John Gugle cercò di fare qualcosa per aiutare le persone a gestire più umanamente le separazioni.

Eines diceva: “Mi sento debitore verso la mia ex moglie e i nostri avvocati per averci condotti a gestire la nostra separazione pacificamente”.

Negli anni 70, 72, 77, la mediazione arrivò in Europa e specie in Inghilterra; in Italia arrivò nel 1984, pur se interessata all’argomento dal 1970, anno di introduzione del divorzio.

La famiglia è un valore sociale costituzionalmente regolato:

art. 2 – La Rep. Riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. questo articolo è stato oggi preso in considerazione per riconoscere anche il valore delle famiglie di fatto. La famiglia è da sempre considerata il cenacolo dei sentimenti, guidata dall’essere comunità d’amore in cui ciascun membro accoglie l’altro. Altri articoli costituzionali che parlano della famiglia sono gli art. 29, 30, 31, nei quali la famiglia è riconosciuta come società naturale fondata sul matrimonio.

E’ un diritto-dovere dei genitori seguire i figli anche qualora essi fossero nati fuori dal matrimonio. In Italia la famiglia ha un particolarre significato e valore anche per via della presenza della Santa Sede. Vi è il matrimonio concordatario, basato sulla indissolubilità del matrimonio, vi è il matrimonio civile.

L’eventuale nullità del matrimonio è designata al tribunale ecclesiastico ex-tunc – la nullità del matrimonio è concessa dal momento del matrimonio, dichiarato nullo ossia come se non ci fosse mai stato.

Il principio dell’ ex-nunc, invece, annulla il matrimonio dal momento in cui viene dichiarata la nulllità.

Per quel che concerne la separazione, abbiamo la separazione consensuale e quella giudiziaria: la prima trova il consenso delle due parti.

Inserito in un contesto separativo, è necessario che il mediatore abbia carisma, abbia una comunicazione capace di generare stima e fiducia fra i due coniugi. Ci si può trovare avanti coniugi che vogliono solo farsi del male, tuttavia affidandosi al mediatore, un terzo che prende a carico la loro conflittualità, le parti ripristinano la comunicazione.

Il mediatore non impone nulla, non propone soluzioni, deve avere capacità di entrare in empatia con le due parti facendo propri i sentimenti degli altri.

Primo obiettivo deve essere appunto quello della ripresa del dialogo, si da andare indietro nel tempo per cercare di comprendere da cosa siano generati i conflitti.

Oggi si parla anche di premediazione, una sorta di mediazione effettuata prima che si arrivi alla decisione di chiudere il rapporto coniugale, al nascere già dei primi conflitti familiari. il ruolo del mediatore è alternativo all’attività tribunalizia: deve semplicemente saper mettere pèer iscritto le volontà delle parti; non può prendere lui l’iniziativa, ma deve solo esprimere la volontà dei due coniugi.

Deve essere estremamente serio e rispettare al massimo segretezza e riservatezza professionale.

Adam Smith ha messo in evidenza che la più importante caratteristica del mediatore è certamente l’empatia: parla di empatia supplettiva, capace di entrare in comunione anche con la sofferrenza dell’altro, e di doppia empatia.

per riflettere dal film Jules et Jim – Francois Truffaut –

Jules ebbe degli echi dei loro attriti. Raccontò loro una storia indù:

«Due amanti provavano i tormenti dell’amore e della gelosia. Conobbero insieme la più grande felicità, e la sciuparono. Molte volte si separarono e si ritrovarono, più innamorati di prima. Ma ognuno fece soffrire l’altro. Si lasciarono per sempre. Qualche anno dopo lui, col cuore spezzato, volle rivederla prima di morire. La cercò, viaggiò, pensando che, dovunque lei fosse, la sua bellezza l’avrebbe resa famosa. La ritrovò vedétte di una di una compagnia di danzatrici che conducevano un’esistenza frivola. Le andò incontro, la guardò, e non trovava niente da dirle, e le lacrime gli scendevano dagli occhi. Seguì la compagnia, e contemplava l’amica che ballava e sorrideva per gli altri. Non c’era rimprovero in lui, e non desiderava da lei che il permesso di guardarla. “Finalmente mi ami davvero!” gli disse lei».

 Jules disse a Kathe: «La tua massima è questa: in una coppia bisogna che almeno uno dei due sia fedele: l’altro».

 Disse pure: «Se si ama qualcuno, lo si ama così com’è. Non si desidera influenzarlo, perchè, se ci si riuscisse, non sarebbe più lui. Meglio rinunciare all’essere che si ama che cercare di modificarlo con la pietà o la tirannia».

 Jim avrebbe voluto morire di Kathe. Sopravvivere era un’offesa. I ragni maschi lo sanno, e anche le loro femmine

One Comment
  1. Marina64

    Salve Dottoressa, sono giunta per caso nel suo blog e mi piacerebbe interagire con lei su tale tema.
    In realtà cercavo notizie sulla mediazione familiare, poichè io e il mio compagno stiamo vivendo un periodo difficile, ovvero ci stiamo separando. Il mio avvocato mi aveva consigliato di rivolgermi ad un mediatore familiare, così da salvaguardare il futuro dei nostri figli.
    Leggendo il suo articolo mi si son chiarite molte cose, solo che, non vivendo a Bari, penso sarà difficile potermi avvalere della sua conculenza.
    Tuttavia la ringrazio ancora per le delucidazioni!
    Marina Sabini

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