la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Iperattività: cosa si può fare?

Negli ultimi vent’anni è aumentato a dismisura il numero di bambini affetti da Iperattività e di conseguenza anche la richiesta d’aiuto, da parte di genitori e insegnanti a noi psicologi, è cresciuta notevolmente. Ho voluto affrontare tale problema, proprio in relazione al crescente numero di richieste di supporto che ogni giorno mi giungono, anche via mail, per dare qualche consiglio utile.

Farmaci? No Grazie!

Il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD o DDAI) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Per la normalizzazione del comportamento di alcuni pazienti iperattivi e con deficit d’attenzione si sono rivelate efficaci alcune molecole psicoattive come il metilfenidato e l’atomoxetina. Ma molte critiche sono state mosse sull’uso di questi medicinali. L’8 marzo 2007 l’Agenzia Italiana del Farmaco ha ritenuto di autorizzare l’uso di tali presidi terapeutici anche in Italia. I farmaci devono rientrare nell’ambito di un programma di terapia multimodale monitorato dal Registro nazionale tenuto dall’Istituto Superiore di Sanità.Un errore da evitare assolutamente è quello di “sedare” il bambino ricorrendo a qualche tranquillante, per quanto blando possa essere. E’ stato dimostrato che la somministrazione di tranquillanti peggiora la condizione del bambino iperattivo, rendendo il suo comportamento ancora più incontrollato e disorganizzato.


Ma cosa si può fare davvero, agendo sul comportamento del bambino con delicatezza?

Per prima cosa quando si sospetta che sussista un problema di iperattività il bambino va sottoposto ad un’accurata valutazione psicologica. Molto spesso può capitare che l’iperattività, facile etichetta ormai abusata da molti insegnanti, venga attribuita senza che sia stata fatta una diagnosi corretta del comportamento del bambino.  I normali test d’intelligenza inoltre, non sono sufficienti e la semplice interpretazione dei disegni del bambino non è certo uno strumento diagnostico adeguato se usate da solo. E’ necessario condurre con lui una terapia fatta di osservazione anche delle sue “funzioni esecutive”, cioè sul funzionamento del bambino al livello di attenzione, memoria, riflessività, pianificazione, integrazione percettiva, ma prima di tutto di relazione con i genitori e delloa scoperta di quale sia il vantaggio secondario che conduce il bambino ad assumere determinati comportamenti.

In realtà è opportuno dire che non esiste una cura per l’iperattività, ma esistono efficaci tecniche comportamentali che possono migliorare notevolmente la situazione del bambino in famiglia e a scuola.

E’ necessario quindi che genitori ed insegnanti si avvalgano di una consulenza psicologica per apprendere i metodi da applicare con quel singolo bambino, tenendo comunque presente che per poter conseguire risultati concreti sono indispensabili costanza e sistematicità nell’uso di tali procedure. Con i bambini ci vuole dedizione, attenzione estrema, delicatezza, e ci vuole un trattamento personalizzato a seconda del caso.

Non esistono cure, ma strategie adatte a lui e magari a lui soltanto.

Per quanto riguarda l’intervento sul bambino, le psicoterapia di impostazione psicodinamica risultano scarsamente utili, mentre sembra dare buoni risultati una terapia comportamentale, fondata sul potere della comunicazione, anche non verbale , attraverso cui il bambino possa apprendere come lavorare sulle proprie emozioni e come mettere in pratica strategie di autocontrollo, o come dare libertà ad esse senza recare danno ad altri. E’ importante trovare il gisuto canale di accesso per entrare nel mondo del bambino.

Anche ricorrendo a questi metodi i risultati non saranno certo immediati e a volte si avrà l’impressione di non approdare a niente. Ma se si persevera e se si riesce a mantenere un buon rapporto di collaborazione tra la famiglia, la scuola e un buon consulente psicologico, si potrà ottenere un graduale e sostanziale miglioramento del bambino. Questo  significherà una condizione di maggior benessere per il bambino e per coloro che gli sono attorno e depositerà le basi del rapporto di fiducia con lui.

Per ulteriori info e approfondimenti, anche via mail, potete scrivermi su info@francescalafasciano.it o contattarmi al 349.6448816

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_deficit_di_attenzione_e_iperattivit%C3%A0

5 Comments
  1. Marcella

    Condivido, non si possono dare medicinali pericolosi ad un bambino. Io da mamma non darei mai nulla di queste cose a mia figlia. So però di gente che lo fa.
    Spero solo che in futuro gli insegnanti siano più preparati ad affrontare queste problematiche e i professionisti del settore (psicologi, ecc…) meno disposti a terapie farmacologiche.
    Saluti, M

  2. Antonella

    Innanzitutto complimenti per ciò che scrivi.
    Mio figlio in terza elementare, a causa di una vivacità particolarmente spiccata, è stato definito iperattivo.
    Ho girato parecchi dottori e la maggior parte mi hanno detto “si tratta di un bambino vivace, a cui servono stimoli migliori rispetto a quelli che la scuola di oggi offre”.
    Adesso mio figlio, dopo tutto ciò, frequenta il primo anno di liceo. Le insegnanti mi dicono che è educatissimo ed ha la media dell’otto.
    Continua ad aiutare la mamme che come me si trovano ad affrontare tali problematiche.
    Ciao

  3. Aurora

    Ma come si fa ad usare quest’etichetta scandalosa su bambini che se fossero vissuti negli anni ’70 sarebbero stati SOLO VIVACI!??!
    Basta medicine, basta etichette, basta insegnanti che si sentono psicologi.
    Lasciamo che i bambini vivano serenemente la loro età!

  4. Antonella

    Va bene per gli insegnati che si sentono psicologici e che spesso sono di facili etichette ma lasciare che i bambini vivano serenamente la loro età, non significa non accorgersi di eventuali “disturbi” .La vivacità è ben diversa dall’iperattività….. I bambini hanno bisogno di vivere in un ambiente sereno, di essere amati ascoltati e supportati. Hanno però anche bisogno di Regole e di essere accompagnati lungo il percorso della vita!

  5. maria pia

    mi piacerebbe avere informazioni concrete su libri corsi o strategie scolastiche (come studio dell’italiano studio matematica ecc.) per bambini iperattivi scuole elementare .sono una insegnate che non sa come aiutare bambini iperattivi.

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