la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

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Ipnosi:tecniche e applicazioni

Primo approccio con l’ipnosi l’ho avuto qualche anno fa. Ero al mio primo incontro della scuola di specializzazione in PsicoterapiaPNLt presso la IKOS di Bari, Agenzia di formazione e Centro antistress che opera nel sociale dal 1987 con una associazione senza scopo di lucro. Obiettivo : diffondere il benessere e il tornare a prendersi cura di se. I docenti di questi due giorni immersi nella nostra parte inconscia e saggia erano il Prof. Lorenzo Bracciodieta e la Dott.ssa Daniela Poggiolini e conducevano due giorni e mezzo di tecniche ipnotiche e di visualizzazioni guidate. Esperienza potenziante ed altamente creativa. Ho imparato da loro a condurre e far sperimentare alle persone stati speciali di coscienza e di benessere attraveros cui (ri) trovare risorse.

Le tecniche di gestione dell’ipnotismo, specialmente in ambito terapeutico, sono modificate nel tempo in relazione alla maggior conoscenza e ai diversi criteri di interpretazione del fenomeno. Si è transitati dai “passi” di F. A. Mesmer, dalle tecniche che cercavano di indurre rilassamento e sonno, dalle suggestioni dirette alla eliminazione dei sintomi, per giungere con Milton Erickson e altri studiosi alle elaborate tecniche di visualizzazioni guidate e di regressioni di età orientate alla definizione e rielaborazione delle dinamiche inconsce per finalità psicoterapeutiche.

Le tecniche elaborate nel tempo sono state verbali, gestuali, attive, passive, di tensione, di rilassamento, dirette, indirette, mascherate, esplicite, accompagnate da comunicazioni visive, tattili, sonore e posturali.

Oggi che l’ipnosi non è più solo interpretata come uno stato rigido da ricercare (trance) per poi inserire suggestioni, ma come un modo di funzionare dinamico caratterizzato dall’abilità del soggetto a realizzare ideoplasie (monoideismi plastici) attraverso l’orientamento adeguato della propria rappresentazione mentale, si sono ben definiti i criteri per l’elaborazione di tecniche efficaci. È necessario che l’ipnotista abbia ben chiaro e ben definito l’obiettivo da raggiungere, ossia qual è l’idea che deve esprimersi plasticamente, qual è il comportamento da realizzare e qual è la rappresentazione mentale che li definisce in maniera adeguata. L’idea da realizzare deve essere fatta propria dal soggetto con cui si opera perché possa attivarsi il dinamismo atteso.

Perché la rappresentazione mentale possa essere espressa in termini fisici e/o di comportamento deve essere “carica della valenza giusta” (credenza, motivazione, aspettative, orientamento e attenzione). Un ulteriore accorgimento, è che, ovviamente, l’azione definita dall’obiettivo deve essere di possibile realizzazione per il soggetto in virtù della sua costituzione psicofisica e delle sue potenzialità di apprendimento.

Applicazioni. Le fonti più remote, nelle diverse culture, che fanno pensare all’uso dell’ipnosi in ambito terapeutico illustrano tale impiego prevalentemente rivolto al controllo del dolore, quindi come metodica analgesica. Da quando l’ipnosi è maggiormente conosciuta come modalità particolare del funzionare umano, che può essere tecnicamente controllata da esperti professionisti, è utilizzata in ambito extraterapeutico nello spettacolo, nello sport e nella ricerca, e in ambito terapeutico nelle diverse specializzazioni della medicina, della psicologia clinica e dell’odontoiatria. Viene sempre più utilizzata con buoni risultati nel controllo delle emozioni (disturbi d’ansia, attacchi di panico, rabbie, tristezze) e delle dipendenze (alcol, fumo, droghe), attraverso le varie forme di psicoterapia e ipnositerapia. È impiegata in ostetricia nella preparazione e nella conduzione del parto, in odontoiatria nelle varie fobie da studio dentistico e come analgesico, in dermatologia nelle diverse forme di malattie psicosomatiche, e negli ultimi anni anche in oncologia come strumento del sostegno psicologico (quando è impiegata come tecnica di rilassamento) e nella eliminazione degli effetti collaterali alle diverse terapie quali la nausea, il vomito, l’eccessiva stanchezza e ovviamente nella gestione delle diverse emozioni negative.

False opinioni e pregiudizi comuni. Fra i pregiudizi diffusi sull’ipnosi (da cui derivano le riserve di alcuni pazienti) vi è quello secondo cui essa consentirebbe il controllo della mente e la perdita di coscienza. Questa idea, che corrisponde all’immagine dell’ipnosi riportata più frequentemente nella narrativa, nel cinema, nella fiction, e soprattutto in televisione, è fuorviante. Più corretto è dire che l’ipnosi fa vivere al soggetto un’esperienza di trance, senza tuttavia modificarne la personalità (e quindi, per esempio, la volontà o i principi morali).

Giuridicamente sono contemplati i reati con l’ipnosi, intendendo con ciò quei casi in cui si induca con la suggestione un soggetto a compiere un illecito. Esempio: un ipnotista suggestiona un individuo in modo da fargli credere che egli è nel proprio letto armato di un coltello, e che la persona che ha di fronte è un malvivente che ha appena ucciso la sua famiglia e ora vuole uccidere anche lui. La responsabilità di un’azione simile è di chi ha indotto la suggestione.

Oggi, grazie a tecniche di indagine sofisticate (risonanza magnetica funzionale, tomografia a emissione di positroni) sappiamo che il funzionamento ipnotico per sua natura ha poco o nulla di psicologico, in quanto l’ipnosi produce evidenti alterazioni neurofisiologiche, e questo avviene in modo non farmacologico, naturale, e sovente anche spontaneo. Per questo motivo non ha alcun senso confinare l’ipnosi al solo ambito clinico. Molti parlano di ipnositerapia, ma ad esempio Erickson ha affermato che una cosa come l’ipnositerapia non esiste (Seminars, Workshops, and Lectures of MHE, vol. IV), perché l’eventuale processo terapeutico non dipende affatto dalle parole o dalle azioni del terapeuta, come comunemente si crede, ma deriva interamente da una riorganizzazione interna che solo il paziente medesimo può portare a termine in un ambiente favorevole (Erickson, 1948). In pratica il presunto ipnoterapeuta è soltanto un mezzo. Un altro pregiudizio assurdo è che l’ipnosi sia meramente suggestione. Per quanto appena detto è abbastanza ovvio che l’esperienza ipnotica è straordinariamente più importante e riabilitante di qualsiasi ingiunzione o suggerimento (Erickson, 1944). Infine, ciò che si sviluppa in trance deriva dalle attività del soggetto ipnotico e non dalle suggestioni (Erickson, 1948), e inoltre il terapeuta non può controllare né la trance né i fenomeni ipnotici (Erickson, 1962 e 1967), per cui i vari test che tentano di misurare oggettivamente la fenomenologia ipnotica perdono validità, dato che l’ipnosi è per sua natura una delle espressioni più soggettive e variabili della personalità. Nell’approccio ericksoniano il terapeuta non conta quasi nulla se non come mezzo di collaborazione, mentre il paziente acquista un valore enorme e quasi assoluto. Lo scopo della relazione ipnotica è dunque quello di facilitare un lavoro personale del quale spesso sanno ben poco sia l’operatore sia lo stesso soggetto ipnotico. Ma forse è proprio qui che troviamo l’aspetto più affascinante, profondo, e ricco dell’ipnosi come esperienza personale molto forte e significativa.

Infine, si tenga conto che il principio di autorità è finito con il Medioevo. A quel tempo per dimostrare qualcosa si diceva: “ipse dixit”, l’ha detto lui (Aristotele). Oggi sembra che stia accadendo la stessa cosa con Erickson, il cui nome viene citato per dare credibilità a certe affermazioni. Di questo fenomeno Erickson si era già lamentato nel 1964 in un suo editoriale.

Aspetti psicobiologici dell’Ipnosi. Nel campo della fenomenologia ipnotica la psicobiologia è anche la scienza che si interessa dei rapporti tra psiche e soma mettendo in evidenza vie e mezzi attraverso cui essi si realizzano. Partendo dal dato di fatto che l’emisfero cerebrale sinistro è l’emisfero della logica ed il destro quello dell’emozione, l’esperienza nell’emisfero sinistro è registrata preminentemente come parola, nell’emisfero destro è conservata come emozione. Ciò viene descritto ed illustrato da R. Shone nelle pagine 31-33 del libro “La tecnica dell’autoipnosi” – Astrolabio – 1994 – riportando un esperimento fatto su un soggetto che aveva subìto la resezione dei peduncoli cerebrali del corpo calloso.

Il nostro psichismo dispone di una energia vitale complessiva da cui originano le cariche psicodinamiche che esplicano, secondo la loro natura, una azione favorevole o meno sull’organismo. Le parole, le idee, le immagini, le emozioni, man mano che entrano a far parte del vissuto e quindi dell’esperienza della persona, provocano una eccitazione psichica ed acquisiscono una carica psicodinamica che ne ricalca il significato. Tale carica può essere utilizzata, secondo il principio dei riflessi condizionati, usando come stimolo suggestivo proprio la parola o l’immagine o l’emozione, che l’hanno realizzata. L’idea di benessere utilizza l’energia insita in essa per realizzare la sensazione di benessere. L’idea di paura utilizza la sua energia per realizzare una sindrome fobica. L’idea di levitazione e di trascinamento di un braccio in alto determina il suo alleggerimento e sollevamento verso l’alto. E così può dirsi per ciascuna altra idea o immagine o parola suggestiva. Nel momento in cui una persona richiama alla sua mente una idea e la mantiene per un po’ di tempo, questa idea realizza il suo contenuto (ideoplasia). È una legge dell’interazione mente-corpo trasformare in azione le cariche contenute nelle idee. Se si sottopone all’attenzione di una persona in trance una idea che richiama una carica psicodinamica da cui ci si aspetta una determinata azione, questa, dopo un tempo di latenza ragionevole, si realizza, come ci si attendeva. Le parole, le idee, le immagini richiamano e mobilitano nel cervello psichico le energie che ricalcano, le quali, a loro volta, danno origine ad eventi a catena per evidenziare un’azione a livello periferico.

Durante lo stato ipnotico si può influire su tutte le funzioni dell’organismo abolendole, inibendole, potenziandole o normalizzandole. Le vie di cui la mente si serve per influire sul somatico, sul viscerale o sull’umorale sono le stesse di cui si serve lo stress per provocare i suoi effetti. Dal punto di vista neurofisiologico, la mente comunica col corpo principalmente attraverso il sistema ipotalamo-limbico, centro di affluenza di stimoli provenienti dal talamo e quindi dalla corteccia, dal sistema limbico e dal sistema reticolare. L’ipotalamo poi funziona come un trasformatore di energia perché trasforma l’informazione neuronale (fornita di energia psichica) in informazione neurormonale che mediante messaggeri raggiunge la periferia. Tutte le strutture sono collegate tra loro sia mediante fibre nervose che mediante ormoni, neuropeptidi, neurotrasmettitori, che interagiscono tra loro mediante uno sviluppato comportamento a feedback.

Il funzionamento del sistema nervoso autonomo porta in periferia l’informazione in maniera digitale (mentre quella di ormoni, peptidi e mediatori è di tipo analogico). Attraverso queste vie si possono ottenere risultati terapeutici significativi.

Gli esperimenti condotti in ipnosi tengono conto delle conoscenze scientifiche attuali, in particolar modo di quelle psicobiologiche che riguardano i mediatori che portano i messaggi in periferia. Ciò permette di reinterpretare tutta la fenomenologia e le relative risposte terapeutiche, per renderle utilizzabili dalla classe medica.

Considerazioni giuridiche. L’ipnosi è un metodo terapeutico riconosciuto e verificato sperimentalmente da oltre un secolo. Sebbene non sia molto conosciuto e praticato in Italia, trova piena legittimazione nel principio della libertà terapeutica e nel riconoscimento da parte della comunità scientifica. L’ipnosi come intervento sanitario (sia come intervento psicologico-clinico e/o psicoterapeutico, che come terapia di affezioni con componente organica o come terapia del dolore) dovrebbe essere praticata solamente da chi sia abilitato all’esercizio di una professione sanitaria.

In altra parole: in un contesto terapeutico l’ipnotista deve avere la qualità di medico o psicologo, od anche, in relazione all’impiego nella terapia del dolore, odontoiatra. Ogni altro impiego per finalità cliniche, diagnostiche o terapeutiche da parte di persona non abilitata integra il reato di esercizio abusivo di professione, previsto e punito all’art. 348 del codice penale.

È ovvio che il terapeuta dovrà conoscere adeguatamente l’ipnosi, come deve conoscere bene tutti i metodi terapeutici o diagnostici pertinenti alla sua specializzazione, e dovrà valutare in scienza e coscienza i possibili vantaggi e rischi dell’eventuale terapia. È altrettanto ovvio che non potrà procedere alla terapia senza il consenso informato del paziente ovvero di chi ne ha la legale rappresentanza, genitore, tutore o curatore speciale.

Il vigente codice penale, promulgato nel 1930, menziona espressamente l’ipnosi in due punti. L’art. 613 del codice penale punisce chiunque mediante suggestione ipnotica o in veglia, sostanze alcooliche o stupefacenti ponga una persona, senza il di Lei assenso, in stato d’incapacità d’intendere o volere. La punibilità non è esclusa se chi presta il consenso è minore di anni diciotto, infermo di mente, ovvero in stato di deficienza psichica per altra infermità ovvero abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti, ovvero il consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o suggestione ovvero carpito coll’inganno. La pena è la reclusione fino ad un anno. La pena è la reclusione fino a cinque anni se il colpevole ha agito col fine di far commettere un reato ovvero se la persona resa incapace commette, in tale stato, un fatto previsto dalla legge come reato. L’art. 728 del codice penale prevede un’ipotesi contravvenzionale. Chiunque ponga taluno, col suo consenso, in stato di narcosi od ipnotismo ovvero esegua sul medesimo un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà è punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei mesi ovvero con l’ammenda da Euro 30,00 a 516,00. È ammessa l’estinzione del reato mediante oblazione. La predetta norma non si applica se il fatto è posto in essere, per finalità scientifiche o di cura, da persona che esercita una professione sanitaria.

Bibliografia

Theodore X. Barber. et al. Ipnotismo immaginazione potenzialità umane. Padova, Piccin Editore,1980, ISBN 88-212-0797-8
Franco Granone. Trattato di Ipnosi. Torino, UTET, 1989, ISBN 88-02-04294-2
Milton H. Erickson. Opere. Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1982, ISBN 88-340-0735-2
Giuseppe Tirone. Ipnosi: Un potenziale dell’uomo. Torino, Centro scientifico Torinese, 1983, ISBN 88-7640-019-2.
Alfonso Siani, “Manuale di Ipnosi”, Pavia, Selecta Medica, 2000.
Alfonso Siani, “L’Autoipnosi”. Milano, Editrice Nuovi Autori, 1997.
Alfonso Siani, “Autoipnosi”. Pavia, Selecta Medica, 2004.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ipnosi#Definizione

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