la dottoressa Lafasciano svolge attività di psicologo a bari

Studio di Psicologia dott.ssa Francesca Lafasciano

Opening Hours : Lun-Ven / 14,30-19,30 (su appuntamento)
  Contact : 349 64 48 816

Ipnosi: definizione e info utili

La fonte del seguente articolo è citata al termine dell’articolo

“Definizione. Nella XIV edizione dell’Enciclopedia Britannica, anno 1954, venne pubblicata una delle prime definizioni di ipnosi su base scientifica. L’autore era Milton H. Erickson (1901-1980), uno psichiatra diventato famoso soprattutto per i suoi studi sull’ipnosi clinica (ha pubblicato complessivamente oltre 150 articoli sull’argomento nell’arco di 60 anni di lavoro e ricerca). Erickson ha definito l’ipnosi come un tipo molto particolare di comportamento complesso e insolito

, ma normale, che in condizioni opportune può essere sviluppato probabilmente da tutte le persone comuni e anche dalla gran parte di quelle che hanno problemi di salute. Si tratta principalmente di una speciale condizione sia psicologica sia neuro-fisiologica nella quale la persona funziona in un modo speciale, un modo in cui la persona può pensare, agire, e comportarsi come nel normale stato di coscienza o anzi anche meglio, grazie all’intensità della sua attenzione e alla forte riduzione delle distrazioni. In questa situazione focalizzata la persona che sta funzionando ipnoticamente non solo mantiene la capacità di usare la volontà o la ragione, ma dimostra anche di essere meno manipolabile, al punto che non è in alcun modo possibile costringerla ad agire contro il suo volere. Anzi, gli stessi fallimenti dell’ipnositerapia dimostrano che a volte è difficile persino raggiungere gli obiettivi che pure si desiderano fortemente. La sola relazione ipnotica utile (tra ipnotista e soggetto ipnotico) è quindi quella basata su una profonda e sincera collaborazione al fine di raggiungere gli obiettivi personali dell’interessato. Dato che l’esperienza ipnotica è molto individuale, essa mantiene un carattere inesplicabile e affascinante, ma per questo stesso motivo continua a rimanere esposta a ciarlatani di ogni genere e anche a sperimentatori con buone intenzioni ma privi di una competenza ipnotica sufficiente. Ciò vale anche per chi opera in ambito clinico con l’ipnosi (infermieri, operatori sociali, ipnologi-hypnotherapist, counselor, medici, psicologi, terapeuti, e personale paramedicale). Ad esempio, nell’ipnosi l’eventuale processo terapeutico non dipende affatto dalle parole o dalle azioni dell’operatore, come comunemente si crede, ma deriva interamente da una riorganizzazione interna che solo il paziente medesimo può portare a termine in un ambiente favorevole (Erickson, 1948). Inoltre l’esperienza ipnotica è straordinariamente più importante e riabilitante di qualsiasi ingiunzione o suggerimento (Erickson, 1944). Infine, ciò che si sviluppa in trance deriva dalle attività del soggetto ipnotico e non dalle suggestioni (Erickson, 1948), e inoltre l’operatore non può controllare né la trance né i fenomeni ipnotici (Erickson, 1962 e 1967).

Etimologia. Il termine “ipnosi” (dal greco “hypnos”, sonno) fu introdotto da James Braid nella prima metà del 1800 per le analogie che a quel tempo sembravano esserci fra le manifestazioni del sonno fisiologico e quelle che si avevano in quella condizione particolare che si pensava creata dai magnetizzatori.

Oggi sappiamo che il sonno non ha nulla a che fare con l’ipnosi. Il termine “ipnosi” non è certo quello più adeguato per sintetizzare e descrivere quanto avviene in quella condizione particolare di funzionamento dell’organismo umano detta ipnosi. In detta condizione sono coinvolti aspetti neuro-psico-fisiologici particolari, una relazione interpersonale, e l’impiego di potenzialità specifiche del soggetto (lo stesso Braid nel 1847 sostituì il termine ipnosi con monoideismo).

Diverse sono ancora oggi le teorie e le interpretazioni del fenomeno che si confrontano. In termini neurofisiologici l’ipnosi viene interpretata come condizionamento, apprendimento, inibizione ed eccitazione corticale e in termini psicologici, è interpretata come rapporto interpersonale, come suggestione, come gioco di ruoli, come regressione e come transfert; e alcuni addirittura sostengono che l’ipnosi non esista in quanto per spiegare i fenomeni osservati non è necessario ricorrere al concetto di ipnosi. Tutti punti di vista plausibili e tutti rientranti in ciò che oggi sappiamo essere l’ipnosi. L’ipnosi non è altro che “la manifestazione plastica dell’immaginazione creativa adeguatamente orientata”.

Quest’ultima è la definizione fatta propria dal CIICS (Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale).

Con la conoscenza sempre più approfondita del fenomeno, nel tempo, sono stati proposti da autori diversi neologismi sostitutivi del termine “ipnosi”, ma nessuno finora ha avuto fortuna come il vecchio termine. Il concetto che si avvicinava molto a quello che oggi si pensa sia l’ipnosi, è forse quello proposto da A. Romero nel 1975 di “eidosi”, fatto derivare dal greco èidos (aspetto, figura).

Un termine più adeguato a definire il fenomeno è certamente geniosi[2], termine composto da “genio” dal latino genius, sanscrito g’ânya (“forza naturale”, dalla radice g’ân: generare, produrre), e dal suffisso –osi che aggiunto a sostantivi o a confissi, forma sostantivi che indicano un processo, una condizione.

In sintesi con geniosi viene intesa quella forza naturale dell’immaginazione creativa che produce effetto attraverso un dinamismo che può essere consapevolmente gestito.

Storia. L’ipnosi intesa come potenzialità della mente umana pare essere impiegata fin dall’antichità; Charles Arthur Musès (1972) scrive di aver trovatoun’antica registrazione di una seduta ipnotica nella incisione di una stele egiziana risalente al regno di Ramesse XI della XX dinastia (circa 3.000 anni fa)

Prima delle ricerche di Franz Anton Mesmer (1734 – 1815) tutti i fenomeni che oggi possono essere fatti rientrare in specifiche potenzialità dell’immaginazione erano considerati isolatamente come manifestazioni divine o diaboliche, oppure il risultato di pratiche magiche.

Mesmer formulò la teoria del magnetismo animale (1779), ma tale teoria fu condannata dall’Accademia delle Scienze e dalla Facoltà di Medicina di Parigi (1784).

Un’importante revisione delle teorie di Mesmer fu proposta dal medico inglese James Braid (1785-1860). Braid diede un’interpretazione fisiologica al fenomeno studiato e introdusse il termine ipnosi, derivato dal greco ypnòs sonno.

Gli sviluppi successivi di interpretazione dell’ipnosi si devono ai lavori di Ambroise-Auguste Liébeault (1823-1904), un medico di Nancy e di Hippolyte Bernheim (1837-1919) famoso neurologo parigino che insieme fondarono la Scuola di Nancy.

La scuola di Nancy si trovò a dover opporre studi e teorie sull’ipnosi, alla scuola di Jean-Martin Charcot (1825-1893) che operava all’Ospedale della Salpêtrière di Parigi.

Mentre per la scuola di Nancy l’ipnosi era un fenomeno psicologico normale e tutti i suoi fenomeni potevano essere spiegati con la suggestione, Jean-Martin Charcot considerava l’ipnosi un fenomeno patologico, una nevrosi isterica artificiale.

Di ipnosi si occupò anche Sigmund Freud (1856-1939) ma la transitorietà dei risultati terapeutici, la laboriosità dei procedimenti ipnotici, la limitazione delle applicazioni terapeutiche e, forse non ultima, l’individuazione da parte sua di “un misterioso elemento” di natura sessuale, spinsero Freud ad abbandonare l’ipnosi e a creare un nuovo metodo: la psicoanalisi.

Con la morte di Jean-Martin Charcot (1893) e l’inizio della psicanalisi cominciò per l’ipnosi un periodo di decadenza.

Un certo risveglio di interesse per l’ipnosi si ebbe durante la prima guerra mondiale quando con tale metodo si iniziarono a trattare le nevrosi traumatiche di guerra, ma soltanto dopo la seconda guerra mondiale l’atteggiamento della scienza ufficiale nei confronti dell’ipnosi migliorò. In particolare in questo periodo il dottor Milton Erickson (Nevada, 5 dicembre 1901 – Arizona, 25 marzo 1980 ), che fu presidente e fondatore della Società Americana di Ipnosi Clinica e membro della Associazione Americana di Psichiatria, della Associazione Americana di Psicologia e della Associazione Americana di Psicopatologia, sviluppò un’ipnositerapia chiamata ipnosi ericksoniana, che permette di comunicare con l’inconscio del paziente. Questo tipo di ipnosi è molto simile ad una normale conversazione ed induce una trance ipnotica nel soggetto.

Nel 1949 venne fondata negli USA la Society for Clinical and Experimental Hypnosis; e nel 1959 divenne Società internazionale.

Nel 1957 venne fondata una seconda società l’American Society of Clinical Hypnosis. In particolare nel 1958 l’American Medical Association riconobbe l’ipnosi come legittimo metodo di cura in medicina e in odontoiatria.

Nel 1969 l’American Psychological Association creò una sezione di psicologi che si interessavano prevalentemente di ipnosi.

In Inghilterra, nel 1955 la British Medical Association riabilitò ufficialmente l’ipnosi. In Italia la prima Associazione scientifica per lo studio e l’applicazione dell’ipnosi, l’A.M.I.S.I. (Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi), si costituì nell’aprile del 1960.

Potenzialità. Sono diverse le potenzialità dell’ipnosi documentate scientificamente. Il soggetto in ipnosi può modificare la percezione del mondo esterno; può percepire stimoli che in realtà non ci sono e non percepire quelli che sono presenti; può distorcere percezioni di stimoli effettivamente esistenti creando illusioni.

In ipnosi è possibile modificare il vissuto sensoriale; il vissuto di schema corporeo e in particolare è possibile un controllo del dolore. Il soggetto in ipnosi può orientare con facilità la propria introspezione nei diversi settori del suo organismo, può ampliare o ridurre le sensazioni che provengono dall’interno del suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea.

Con l’ipnosi è possibile entrare nella propria storia e variare i criteri di elaborazione dell’informazione in ingresso; è possibile modificare i significati che il soggetto ha dato in passato alle sue esperienze fruendo delle alternative che possedeva. Si possono ottenere dei cambiamenti nella continuità della memoria (amnesie parziali o totali).

È inoltre possibile accentuare la possibilità di ricordare; è possibile che il soggetto ricordi esperienze anche molto remote.

I meccanismi psicodinamici regolatori del comportamento sono più accessibili e le resistenze sono più facilmente superate. In ipnosi variano i parametri di valutazione spazio-temporali e la valutazione critica.

Le emozioni sono una risposta dell’organismo a momenti dell’esistenza. Mentre nello stato di veglia il controllo volontario delle emozioni pare essere un compito particolarmente arduo, in ipnosi queste possono essere modificate sia nella direzione dell’accentuazione sia nella direzione opposta della riduzione; e vi è inoltre la possibilità di passare repentinamente da un’emozione all’altra in relazione ai suggerimenti che vengono impartiti dall’ipnotista.

Attraverso l’ipnosi il soggetto può apprendere a smorzare la sua risonanza emotiva. Il senso dell’Io può essere distaccato da un’ampia varietà di tipo di informazioni e situazioni ai quali è normalmente applicato. In un soggetto in regressione d’età l’emergere di un ricordo con tonalità affettiva particolarmente coinvolgente può essere vissuto non come esperienza propria ma semplicemente come informazione neutra attinta dalla memoria. Il senso dell’Io può anche essere distaccato dal proprio corpo come avviene per la non percezione del dolore.

In ipnosi esiste la possibilità di alterare la qualità e la quantità del controllo della muscolatura volontaria, della motilità e in particolare di modificare alcune modalità di funzionare del nostro organismo, credute al di fuori di ogni controllo volontario, quali quelle del sistema neurovegetativo, del sistema neuroendocrino e del sistema immunitario. Tutte le possibilità di comportamento elencate non possono essere ovviamente pensate come realizzabili allo stesso livello da tutti i soggetti, almeno immediatamente, in quanto sono coinvolti predisposizione genetica e tempi di apprendimento.

Bibliografia

Theodore X. Barber. et al. Ipnotismo immaginazione potenzialità umane. Padova, Piccin Editore,1980, ISBN 88-212-0797-8
Franco Granone. Trattato di Ipnosi. Torino, UTET, 1989, ISBN 88-02-04294-2
Milton H. Erickson. Opere. Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1982, ISBN 88-340-0735-2
Giuseppe Tirone. Ipnosi: Un potenziale dell’uomo. Torino, Centro scientifico Torinese, 1983, ISBN 88-7640-019-2.
Alfonso Siani, “Manuale di Ipnosi”, Pavia, Selecta Medica, 2000.
Alfonso Siani, “L’Autoipnosi”. Milano, Editrice Nuovi Autori, 1997.
Alfonso Siani, “Autoipnosi”. Pavia, Selecta Medica, 2004.”

Fonte: http://it.wikipedia.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *